Femminicidio Roma, le ultime parole di Martina prima di morire

Femminicidio Roma, le ultime parole di Martina Scialdone che avrebbe riferito al suo ex compagno, Costantino Bonaiuti, che l’ha uccisa fuori ad un noto locale della Capitale

Le ultime parole di Martina Scialdone
Martina Scialdone (Ansa Foto) Notizie.com

Costantino Bonaiuti si trova nel carcere di Regina Coeli. Le accuse nei suoi confronti sono inevitabilmente gravi visto che si parla di omicidio volontario aggravato. E’ stato proprio lui ad uccidere la sua ex fidanzata, ovvero l’avvocatessa Martina Scialdone. Un ennesimo caso di femminicidio che ha colpito il nostro Paese ed in particolar modo la città di Roma. Il tutto è accaduto davanti ad un ristorante in zona Tuscolana. Un litigio ed un colpo di pistola puntato contro di lei che l’ha uccisa. Sotto gli occhi del fratello della vittima che non riesce a darsi pace.

Direttamente dal carcere sono arrivate le parole da parte del killer che si sarebbe sfogato con il suo avvocato, Fabio Taglialatela. Non solo: lo stesso Bonaiuti ricorda molto bene quello che la donna gli avrebbe detto poco prima di morire. Una volta che è partito il colpo dalla sua pistola lo ha guardato e gli ha detto: “Ma davvero mi hai sparato? Mi hai ferita?“. Nel frattempo l’ingegnere dell’Enav non cambia la sua versione dei fatti ed ammette che quella sera non avrebbe voluto ucciderla. Bensì suicidarsi. Era convinto che avesse inserito la sicura. Ed invece non è stato affatto così. Questo è quello che racconta il suo legale che ha raccontato la dinamica dei fatti ai giornalisti, una volta uscito dal carcere.

Femminicidio Roma, Bonaiuti pentito: “Voglio morire

Le parole dell'avvocato di Bonaiuti
Fabio Taglialatela, avvocato di Costantino Bonaiuti (Ansa Foto) Notizie.com

L’avvocato fa sapere che al suo assistito è partito un colpo per “errore“. Un colpo che l’ha raggiunta all’altezza della spalla visto che la vittima era decisamente più bassa di lui. All’avvocato avrebbe riferito che la sua vita è finita e che le sue intenzioni sono quelle di uccidersi. Nel frattempo arriva un altro aneddoto di quella sera tragica. Poco prima di entrare nel ristorante i due avevano parlato in macchina. In quell’attimo il 61enne avrebbe tirato fuori la pistola con l’intento di uccidersi. Proprio la donna lo ha convinto a non compiere quel gesto. Questo è quello che ha fatto sapere Taglialatela.

Lo stesso che ha chiesto la scarcerazione del suo assistito. Non è, per nulla, dello stesso parere il magistrato che non cambia il suo pensiero: l’obiettivo dell’uomo era quello di uccidere la sua ex compagna che voleva, una volta e per tutte, chiudere la relazione. Anche se, secondo la polizia, la testimonianza di Bonaiuti ha qualche imprecisione. Soprattutto per quanto raccontato dal gestore ed i dipendenti del ristorante ed anche dal racconto del fratello della vittima. Lo stesso che ha vissuto quella drammatica scena. L’avvocato aveva anche parlato del “pericolo di fuga”. Una ipotesi che è stata respinta. In conclusione Taglialatela ha chiuso dicendo che il suo assistito soffre di depressione.