“Non voglio perdere il posto”, la curiosa storia della pendolare

Una vicenda che deve far molto riflettere e che vede come protagonista una pendolare. La stessa che, ogni giorno, fa una tratta problematica per lavoro e con un unico obiettivo: quello di non perderlo

Quando si dice che si farebbe davvero di tutto per un lavoro (ed in questo caso mantenerlo), bisogna ascoltare attentamente la storia di una ragazza. Si chiama Giuseppina Giuliano, di 29 anni. Non si tratta di un personaggio famoso e nemmeno di una influencer. E’ una operatrice scolastica in una scuola di Milano.

Giuseppina Giuliano, il racconto della pendolare
Giuseppina Giuliano (screenshot foto Facebook) Notizie.com

Arriva da Napoli ed ogni giorno fa la pendolare. E, di conseguenza, ritorna a casa. 1.600 km al giorno per non perdere quel posto di lavoro che si è guadagnata. Lavora come bidella al liceo artistico ‘Boccioni’ di piazzale Arduino. Un posto per alloggiare invece di fare avanti e indietro? Economicamente non le converrebbe affatto. Anzi, ci andrebbe a perdere. Ed è per questo motivo che ha deciso di fare questo grande sacrificio per mantenersi questo posto di lavoro.

La sua storia è stata raccontata dal quotidiano ‘Il Giorno‘. L’unica possibilità che ha avuto di lavorare è stata in quel di Milano. Una possibilità che non si è voluta assolutamente lasciar scappare. Anche a costo di fare enormi sacrifici. Uno tra questi la sveglia alle ore 03:30 di notte. Il tempo di fare colazione, lavarsi e vestirsi e poi recarsi alla stazione Centrale di Napoli per prendere il treno che la porta nel capoluogo lombardo. Il treno è il solito, quello delle 05:05. Un viaggio che dura quattro ore e mezza. In quell’arco di tempo cerca di riposare in vista della dura giornata che la attende. Poi l’arrivo in città per le 09:24. Subito la filovia 90/91 e l’arrivo a destinazione per le 10:30.

La curiosa vicenda della pendolare “record”

Alle 17 finisce il suo turno. Di conseguenza inizia l’ennesimo viaggio, quello del ritorno. Prima, però, un passaggio veloce al supermercato per la cena. Pasto che, ovviamente, consuma nel treno (in partenza alle 18:20). Poco prima delle ore 23 arriva alla stazione Centrale di Napoli. Alle 23:30 a casa. Giusto il tempo di dormire quattro ore e poi riprendere la solita routine. Il suo stipendio è di 1.165 euro al mese. I conti li ha fatti fin troppo bene. Prendersi una stanza (in condivisione) viene a costare dai 650 euro in su. Ovviamente escluse le spese extra. L’abbonamento ai treni, invece, le costano 400 euro al mese. Il fatto che può prenotare con largo anticipo le permette di avere degli sconti.

Giuseppina Giuliano, il racconto della pendolare
Giuseppina Giuliano (screenshot foto Facebook)

In questo modo può mettersi da parte anche qualcosina. Nonostante tutto si ritiene molto fortuna. Ringrazia la famiglia, la nonna ed i suoi cagnolini che non la fanno mai sentire sola. Anche se, il suo desiderio, è quello di avere una casa. Purtroppo le richieste non sono andate a buon fine: i pensionati le dicono che accettano solamente giovani fino ai 25 anni e non lavoratori. Niente da fare neanche per gli ostelli che, fino ad un certo punto, non possono più ospitarti. Solo soluzioni a breve periodo: ovviamente il costo è elevato e non conviene affatto. Sacrifici sì, ma solamente per tenersi stretta questo lavoro. Anche perché è diventata di ruolo. Andrà avanti per la sua strada. Sempre col sorriso e come in questa foto.