Messina Denaro, trovato secondo covo: ecco a chi appartiene

Arresto Matteo Messina Denaro, gli inquirenti sono riusciti a trovare il secondo covo: svelato a chi appartiene 

Trovato secondo covo
Trovato secondo covo del boss Matteo Messina Denaro (Ansa Foto) Notizie.com

Arrivano ancora importanti novità direttamente dalla Sicilia, ovvero il posto in cui il boss Matteo Messina Denaro non è mai scappato. E che, allo stesso tempo, è stato catturato. Una latitanza durata ben 30 anni. Dopo aver individuato e fatto ispezione nel primo appartamento del boss mafioso, giunge un’altra notizie direttamente dalla Procura di Palermo. A quanto pare i magistrati, i carabinieri del Ros e del Gico della Guardia di Finanza hanno scoperto il secondo covo dove si nascondeva il pericoloso mafioso. Quindi non solamente quello che si trova nel vicolo San Vito a Campobello di Mazara, ma anche un altro appartamento.

A quanto pare il boss avrebbe fatto realizzare un vero e proprio bunker. Lo stesso che comprende una stanza blindata (dove si accede dal fondo scorrevole di un armadio di un’altra abitazione). Si tratta di una palazzina che si trova in via Maggiore Toselli 34. Arrivano importanti novità anche per quanto riguarda il nome del proprietario. Si tratta di un uomo di 70 anni. Anche lui indagato per mafia. Lo stesso che, nel 2001, fu assolto dall’accusa di associazione mafiosa.

Messia Denaro, scoperto secondo covo del boss mafioso

Trovato secondo covo
Trovato secondo covo del boss Matteo Messina Denaro (Ansa Foto) Notizie.com

Il proprietario è un certo Errico Risalvato. Il fratello di Giovanni, condannato a 14 anni per mafia. Quest’ultimo è un noto imprenditore che si occupa di calcestruzzi. A quanto pare la Guardia di Finanza sarebbe giunta a questo secondo covo grazie a delle analisi di alcuni dati catastali. Non è ancora sicuro se si tratta del posto in cui, lo stesso boss, avrebbe nascosto il suo tesoro. Oltre a dei documenti importanti riservati, possibili pizzini ed anche soldi che i magistrati sono alla ricerca. Nel frattempo giunge la notizia che anche Filippo Zerilli, oncologo di Trapani, risulta indagato nell’inchiesta sulla rete dei favoreggiatori da parte del boss.

E’ stato proprio lui ad aver eseguito l’esame del DNA per le cure chemioterapiche dove Messina Denaro doveva sottoporsi. Oltre ad Andrea Bonafede, colui che gli aveva prestato l’identità, anche lo stesso Zerilli è finito sotto inchiesta. Nel frattempo anche lo studio del medico sarebbe stato perquisito dai carabinieri. Oltre a loro, nella lista degli indagati, c’è finito anche Alfonso Tumbarello. Proprio quest’ultimo, poche ore fa, ha ricevuto la sospensione a tempo “indeterminato”. Nel frattempo il boss mafioso sarebbe stato sottoposto ad una visita medica nel penitenziario ‘Le Costarelle’ dal professor Luciano Mutti. Una visita durata un’ora.