Collovati ricorda Vialli: “Un ragazzo di rara sensibilità”

Fulvio Collovati in esclusiva a ‘Notizie.com’: “Gianluca Vialli per me è stato prima di tutto un avversario, ma anche un compagno. Insieme abbiamo condiviso l’esperienza del Mondiale in Messico nel 1986”.

Il mondo del calcio piange Gianluca Vialli. L’ex bomber di Cremonese, Sampdoria e Juventus si è spento nelle prime ore di questo 6 gennaio a Londra dove era ricoverato ormai da diverse settimane dopo l’aggravarsi delle sue condizioni. Una notizia che ha sconvolto tutti e sui social i messaggi di vicinanza e di cordoglio alla famiglia sono stati migliaia.

Collovati e Vialli
Fulvio Collovati ai nostri microfoni ricorda Gianluca Vialli – Notizie.com – © Ansa

Anche diversi ex calciatori in questi ultimi minuti hanno deciso di omaggiare Vialli. Tra loro c’è Fulvio Collovati, che ai nostri microfoni ha voluto ricordare un avversario oltre che un compagno. I due, infatti, hanno condiviso l’esperienza del Mondiale in Messico nel 1986 oltre che essersi affrontati diverse volte nei derby di Genova.

Prima di tutto è stato un avversario leale e forte – ricorda Collovati – in campo ci sono state tante battaglie quando io giocavo con il Genoa e lui con la Sampdoria. Ma è stato anche un compagno: insieme abbiamo condiviso l’esperienza del Mondiale 1986. Conosco molto bene la sua sensibilità, un ragazzo straordinariamente intelligente, cordiale e di compagnia. Stiamo parlando anche di una persone molto intelligente e di rara sensibilità. E diciamo che nel calcio questa non è una cosa comune“.

Collovati a Notizie.com: “La vita è stata crudele”

Collovati
Collovati con Vialli ha condiviso l’esperienza dei Mondiali in Messico del 1986 – Notizie.com – © Ansa

Collovati ai nostri microfoni ricorda anche l’esperienza in Messico: “Abbiamo condiviso un mese molto bello. Si sta insieme, si scherza. E preferisco ricordare il suo sguardo intelligente, sorridente. Non l’ho mai visto rabbuiato, ma sempre scherzoso“.

La vita purtroppo con lui è stata crudele – conclude l’ex giocatore di Milan e Inter e Roma – se da una parte gli ha dato la grande gioia di conquistare successi e di diventare un calciatore molto forte, dall’altra lo ha portato poco dopo i cinquant’anni a combattere contro il tumore e purtroppo l’ha battaglia l’ha persa. Se n’è andato troppo presto“.