Letta: ‘Primo voto vigilia Natale mai successo’, i fatti lo sbugiardano

Il segretario del Partito Democratico, Enrico Letta, ha rilasciato delle dichiarazioni polemiche dopo la fiducia da parte della Camera. I fatti lo sbugiardano eccome

Enrico Letta, le sue parole lo sbugiardano
Enrico Letta (Ansa Foto)

E’ bastato un tweet pubblicato sulla sua pagina ufficiale di Twitter a scatenare le polemiche Da come avete ben potuto capire il protagonista in questione è Enrico Letta. Il segretario del Partito Democratico ha voluto postare un messaggio molto sarcastico e allo stesso tempo contraddittorio.

Tutta la notte in Aula a tentare di far cambiare idea alla maggioranza sui #tagliallaSanità, sulla fine di #OpzioneDonna e sulle misure inique della Legge di #Bilancio. E il primo voto di una delle Camere arriva la vigilia di Natale. A rischio esercizio provvisorio. Mai successo“. Lo ha scritto sicuro sui social network? Siamo veramente sicuri di quello che dice? A quanto pare no. Non lo diciamo noi, ma fatti realmente accaduti. Anche di pochi anni fa con tanto di conferme.

Camera, Letta viene “sbugiardato” dai fatti

Enrico Letta, le sue parole lo sbugiardano
Enrico Letta (Ansa Foto)

Bisogna tornare indietro nel 2018 quando, al governo, c’era Giuseppe Conte. In quel momento la tensione era alle stelle. Tanto è vero che il Pd annunciò un ricorso alla Corte Costituzionale. Lo stesso che, poi, venne respinto. Tra l’altro, lo stesso partito, accusò l’esecutivo gialloverde di aver “palesemente violato la Carta con le modalità usate per approvare la legge di bilancio“.

Per non parlare dell’anno successivo quando la manovra venne approvata alla Camera. Indovinate in che giorno? Esattamente il 24 dicembre. Per la precisione alle ore 04:44. Con tanto di annuncio ufficiale. Il 23 dicembre del 2020 ci fu il via libera alla Camera per la fiducia, una settimana precisa l’ok del Senato. In quella occasione Draghi ottenne 355 voti favorevoli e 45 contrari. La Camera approvò la legge di bilancio il 30 dicembre 2021.

In poche parole nulla di diverso di quello che è accaduto anni fa. Semplicemente il governo sta rispettando i limiti e le scadenze previste (ricordiamo che c’è tempo fino all’ultimo giorno dell’anno, ovvero 31 dicembre).

 

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