Da eroe a uomo dal passato oscuro: ecco come cambia il giudizio su Rocca

Elogiato quando lavorava fianco a fianco con Zingaretti e Speranza, criticato come candidato del centrodestra. Ecco la metamorfosi di una certa stampa intorno a Francesco Rocca

Dalle celebrazioni alle accuse, dal ruolo di eroe a quello di uomo dal passato poco chiaro. La storia e la figura di Francesco Rocca, ha subito un vorticoso cambio di rotta nel giro delle ultime ore. Da quando è stato ufficializzato il suo nome come candidato del centrodestra per la Regione Lazio, sul nome di Rocca sono stati accantonati gli elogi e si è accesa la macchina del fango.

Il cambio di rotta su Francesco Rocca, da eroe a uomo dal passato oscuro –

Gli stessi quotidiani che lo esaltavano per i risultati ottenuti a capo della Croce Rossa Italiana, hanno iniziato a screditarlo, rievocando episodi del passato che erano stati accantonati. Soprattutto quando lavorava fianco a fianco con esponenti politici avversi all’attuale Governo. Repubblica, che ne traccia il profilo oggi a pagina 12, ricorda “luci ed ombre nel curriculum del candidato della destra, avvocato sotto scorta e manager della sanità”, evidenziando nel titolo “la condanna per spaccio” subita in passato. Nel pezzo si evidenzia come “non mancano le ombre, dalla vecchia condanna per spaccio di eroina ai rapporti con il broker Torzi, dalla gestione del personale e degli immobili della stessa Croce Rossa ai rapporti con una delegazione cinese nel periodo più duro del Covid, passando per la sua testimonianza nel processo per Mafia Capitale”

Episodi, tornati prepotentemente in evidenza, che risalgano addirittura agli anni 80′. Sempre Repubblica: “Era il 10 giugno 1986 quando il Tribunale di Roma, al termine di un processo per spaccio con imputato l’attuale candidato del centrodestra alla presidenza della Regione Lazio, emetteva quattro condanne”. Appena Francesco Rocca ha ufficializzato la scelta di candidarsi con il centro destra, dall’armadio del quotidiano romano sono usciti fuori tutti gli scheletri sapientemente custoditi negli anni. Peccato che lo stesso quotidiano (insieme a tanti altri), negli ultimi anni si fosse speso per evidenziarne i meriti e il duro lavoro. A maggio del 2021 Repubblica omaggiava il lavoro di Rocca esaltando i “150 mila volontari italiani, gli Inarrestabili e gli altri 14 milioni sparsi in tutto il mondo”, dando voce allo stesso Rocca che evidenziava “l’enorme lavoro durante la pandemia e il supporto ad ogni vulnerabilità”. 

Quando Zingaretti lo esaltava

Francesco Rocca con Zingaretti. Il loro rapporto è sempre stato molto stretto –

Lo stesso quotidiano regalava enorme spazio al lavoro condiviso di Rocca e Zingaretti nella gestione dell’hub vaccinale di Porta di Roma, con foto eloquenti e dichiarazioni condivise. La domanda che molti utenti sui social si stanno ponendo è: “Ma in quei giorni, il passato di Rocca non contava?”. Il rapporto tra Zingaretti (allora Governatore del Lazio) e Rocca era molto stretto. Il 7 novembre del 2017, l’esponente del Pd salutava la sua presidenza facendogli l’in bocca al lupo con una frase eloquente: “Vince l’Italia della solidarietà e dell’accoglienza”. Parere evidentemente condiviso anche dall’ex Ministro della Salure Roberto Speranza, che in una conferenza stampa tenuta al fianco dello stesso Rocca ne elogiava il lavoro, ricordando che la Croce Rossa “è stata un pezzo fondamentale del nostro sistema Paese” durante quella “fase molto difficile e senza precedenti” rappresentata dall’emergenza Covid. “La Cri è stato un pezzo fondamentale del nostro sistema Paese. Perché di fronte a un sfida così difficile, risponde il paese, non può rispondere un pezzo. Sin dalle primissime ora di quei giorni drammatici, la Croce Rossa c’è stata sempre giorno dopo giorno e mese dopo mese. Abbiamo trovato insieme il modo di far rivivere i valori fondamentali del diritto alla salute sancite della nostra Costituzione e dal vostro statuto, perché nessuno deve restare indietro”.

Roberto Speranza con Francesco Rocca – Ansa –

Pareri ampiamente condivisi da una certa parte di stampa. La stessa che oggi scava nel torbido per far riemergere vicende legate ad un passato che era stato abbondantemente dimenticato. Quando Zingaretti elogiava Rocca e la Croce Rossa “per ringraziare le volontarie e i volontari che in giro per il mondo offrono aiuto, protezione e soccorso. Grazie oggi e sempre”, nessuno si è sentito in dovere di ricordare cosa accadde nel 1985. Oggi, evidentemente, qualcosa è cambiato.

 

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