‘Ndrangheta, svelata la prima donna capo: ‘Devo diventare cattiva?’

E’ stato svelato il nome (ed alcune delle sue dichiarazioni) della prima donna capo della ‘Ndrangheta

Ecco la prima donna a capo della 'Ndrangheta
Carabinieri (Ansa Foto)

Il suo nome è comparso più di 1000 volte nell’ordinanza delle 1330 pagine per la vicenda ‘ndrangheta a Rho. Si tratta di Caterina Giancotti, 45 anni, nativa di Triggiano (provincia di Bari). Può essere definita tranquillamente la prima donna capo dell’associazione mafiosa in Lombardia. Questo per quanto riguarda la Procura. Sopra di lei solamente un uomo: Cristian Leonardo Bandiera. Insieme a lui pianificava le azioni da compiere e da mettere in atto.

I suoi “sopposti” erano Antonio Procopio e Alessandro Furno. A quanto pare era considerata una specialista nel recuperare i crediti dei debitori, Attraverso intimidazioni ed estorsioni. Questo uno dei colloqui avuti con Procopio: “Stasera devi portare i soldi della fattura di Giuseppe”. “Ma non è venuto quello…”. “Ho detto che devi portare tutto, non me ne frega un c***o, sennò ti taglia la testa”. “Lo faccio chiamare da Bruno”. Tonino, troppe tarantelle. Vuoi che divento cattiva e divento cattiva. Allora vuoi fare lo stronzo e farò la stronza anche io”.

‘Ndrangheta, Caterina Giancotti primo capo associazione criminale a Rho

Ecco la prima donna a capo della 'Ndrangheta
Carabinieri (Ansa Foto)

Lo scorso anno, precisamente il 3 marzo, per lei si aprirono le porte del carcere. Venne trovata con 200 grammi di cocaina ritirati da Francesca Curinga. Pregiudicata, dopo avere pagato 5mila euro (avrebbe dovuto pagare 10mila). Nel periodo della sua detenzione l’associazione criminale l’ha sostenuta nelle spese. Dopo il suo arresto, però, si è scatenata una faida tra la famiglia Bandiera e Curinga.

I primi hanno preteso la restituzione dei soldi (sospettando di un tradimento da parte della Curinga). I Giancotti, invece, l’hanno apprezzata perché non ha reso noto i nomi. L’attacco di Domenico Curinga non si è fatto attendere: “Dopo l’arresto ha detto, tramite messaggi, che avrebbe mandato in galera tutti“. Giancotti solo in una occasione ha parlato del suo essere donna: durante una operazione di traffico di droga le donne vengono più difficilmente perquisite.