Strage sulle strade, Valdiserri: “Prudenza e educazione dipendono da noi”

Le stragi sulle strade sono purtroppo all’ordine del giorno: secondo il giornalista Valdiserri sono due i comportamenti da non sottovalutare.

Sono sempre più frequenti gli incidenti e le stragi che si consumano per le strade di tutto il mondo che portano via figli, madri, padri, fratelli e amici a tantissime famiglie: queste notizie non smettono mai di bombardarci nel corso della nostra giornata.

Strage sulle strade
Strage sulle strade, foto fonte Pixabay. Notizie.com

Ebbene, stando alle parole del giornalista Valdiserri, a fianco dei controlli, dei lavori sulle strade, delle multe e delle pene più severe che non smettono mai di essere abbastanza: esistono due comportamenti importanti che nessuno dovrebbe mai sottovalutare o dimenticare nella propria vita.

In primo luogo la prudenza e poi l’educazione: scopriamo le sue parole.

Strage sulle strade, il giornalista Valdiserri non ha dubbi su cosa fare

Come detto prima, le notizie che riguardano le stragi sulle strade sono sempre più all’ordine del giorno. Ad avere analizzato questo particolare è stato il giornalista Valdiserri che sulle pagine del Mattino ha sottolineato i due comportamenti importanti che mai nessuno dovrebbe dimenticare.

Strage sulle strade, foto fonte Pixabay. Notizie.com

Guidare dopo aver bevuto alcolici o aver assunto droghe rende chi lo fa un’arma carica e puntata contro il prossimo. Non è un concetto in discussione. Moltissimi, però, “chattano” mentre sono al volante. Rispondono al cellulare anche se non hanno il viva voce. Usano il navigatore a volume spento perché, magari, nel frattempo ascoltano la radio o la musica. Sembrano comportamenti “normali”, poco pericolosi. Ma non è così” ha sottolineato lo stesso Valdiserri mettendo in evidenza come la prudenza nelle strade non è mai una cosa da prendere sotto gamba e sia necessaria in qualsiasi momento e occasione.

Stando sempre alle sue parole riportate sul Mattino, pare che da alcuni rilievi fatti dalla Polizia Stradale dicono che il pericolo aumenta sempre con la velocità: a 130 km/h bastano tre secondi di distrazione per percorrere 108 metri senza guardare la strada.

Il secondo punto riguarda invece l’educazione stradale: “Deve partire dalla scuola dell’obbligo e arrivare fino all’Università. Più conosciamo e meno sbagliamo” ha infine concluso lo stesso Valdiserri, ricordando Francesco suo figlio, morto proprio dopo essere stato investito da una macchina.