Valerio Scanu, i toccanti racconti: “Ho avuto un tumore. Ecco cosa penso della morte di mio padre”

Il cantante ha rivelato particolari molto delicati della sua vita, che lo hanno segnato fin da quando era giovanissimo

In questi giorni l’ex volto di ‘Amici‘ di Maria De Filippi è stato protagonista di un’emozionante vicenda: Valerio Scanu si è inginocchiato davanti al suo compagno, il professore Luigi Calcara, per una romantica proposta di matrimonio.

Valerio Scanu tumore
Valerio Scanu (Instagram)

Il cantante, ospite di Serena Bortone a ‘Oggi è un altro giorno’, ha parlato dell’amore ma anche di alcuni momenti delicati della sua vita: “Ho fatto un po’ il punto e quando mi chiedono perché Luigi? Metto insieme dei tasselli e capisco che se ci fosse stato Luigi in quello specifico momento, mi sarebbe stato vicino…“.

Scanu: “Mi convinco che non sia mai esistito”

I racconti di Valerio Scanu cominciano dai mesi difficili vissuti nel 2020: “In quel periodo ero solo, un po’ ho schermato la mia famiglia minimizzando perché non volevo che nessuno venisse ad assistermi, e un po’ perché volevo fare l’eroe. Lo chiamavamo un tumoretto: era una roba di neanche due centimetri forse, fare l’ago aspirato avrebbe potuto fare danni peggiori che asportarlo. Qualcuno mi diceva fosse una cicatrice di polmonite, altri mi dicevano ‘no, non ci piace’”.

Valerio Scanu tumore
Valerio Scanu (Instagram)

Quando fai l’esame istologico – prosegue il cantante – ti dicono poi adenocarcinoma. Era maligno. Mi hanno tolto tutti i linfonodi e abbiamo aspettato qualche tempo per capire se dovessi fare terapia; era da togliere comunque. Questa situazione mi ha fatto capire che dovevo avere qualcuno accanto a me”. Da qui poi il toccante racconto sul padre: “Poco dopo la mia operazione è morto di Covid. Ho fatto un collegamento: io polmone, lui polmoni. A volte mi chiedo se lui abbia fatto un voto per morire al posto mio. Lui l’avrebbe fatto anche perché il giorno dopo che son tornato a casa lui era li, a Roma da me. Il dolore per la sua morte? Alle volte mi convinco che non sia mai esistito. Lo faccio per non sentire il dolore. Ho fatto un lavoro di dissociazione. Poi, ovviamente, non è facile”.