Qatar 2022, Infantino dà un “calcio” alle critiche: “Oggi mi sento…”

Qatar 2022, il presidente della FIFA GIanni Infantino interviene in conferenza stampa. Lo fa alla vigilia dell’inizio della competizione mondiale più discussa di sempre

Gianni Infantino parla alla vigilia dell'inizio del Mondiale
Gianni Infantino (Foto LaPresse)

Oramai ci siamo. Mancano sempre meno ore all’inizio della competizione mondiale più discussa di sempre. Nella giornata di domani ci sarà l’esordio dei padroni di casa che affronteranno i sudamericani dell’Ecuador. Calcio di inizio alle ore 17 (ora italiana). Ad arbitrare la partita ci sarà un pizzico d’Italia: la sfida è stata assegnata al nostro Daniele Orsato. Anche se, a partire dalle 15:30, ci sarà la cerimonia ufficiale dell’inaugurazione di uno dei mondiali che ha scatenato molte critiche.

In primis per il fatto che vengano disputati in periodo autunnale (mai successo nella storia del calcio) tra il mese di novembre e quello di dicembre. Nonostante non sia iniziato il torneo si sono scatenate polemiche di diversi tipi. Ed è per questo motivo che il numero uno della FIFA, Gianni Infantino, ha cercato di allontanarle con delle dichiarazioni che sicuramente faranno molto rumore. Le stesse che non sono passate per nulla inosservate.

Qatar 2022, Infantino: “Oggi mi sento gay, arabo, disabile…

Gianni Infantino parla alla vigilia dell'inizio del Mondiale
Gianni Infantino (Foto LaPresse)

Intervenuto negli ultimi minuti in conferenza stampa che si è tenuta a Doha, alla vigilia del match d’esordio, parla il presidente Infantino che ha spizzato i giornalisti presenti in sala. In merito alle polemiche che si sono scatenate negli ultimi giorni ha usato parole molto importanti.

Queste sono alcune delle sue dichiarazioni: “Oggi mi sento qatarino, oggi mi sento arabo, oggi mi sento africano, oggi mi sento gay, oggi mi sento disabile, oggi mi sento lavoratore migrante“. Questo è stato il suo discorso introduttivo. Ricordiamo che gli organizzatori della Coppa del Mondo nel Paese sono stati presi di mira per le loro dichiarazioni che hanno violato i diritti umani e di discriminazione. In particolar modo al movimento ‘LGBTQ‘.