Juve, il rientro di Pogba è sempre più un enigma: i tempi di recupero

Il centrocampista francese, sempre più lontano dalla possibilità di giocare il Mondiale, è sparito dai radar.

Un ritorno surreale, più che reale. Quelli di Pogba alla Juventus sono stati fin qui mesi complicati, caratterizzati da una vena kafkiana. S’era presentato a Torino, a metà luglio, entusiasta, voglioso di riabbracciare la Signora, dopo anni difficili a Manchester. Gioia spenta subito dall’infortunio al menisco durante la tournée negli Usa. Pogba doveva scegliere tra intervento chirurgico e terapia conservativa, ha scelto la seconda, con risultati sportivamente drammatici. Un mese e mezzo buttato e operazione necessaria dopo due allenamenti personalizzati sul campo.

La svolta
Il centrocampista della Juventus Paul Pogba (Ansa)

Pogba, si allungano i tempi di recupero: il rientro è un rebus

Ora Paul vede il Mondiale come un miraggio, perché la tabella di marcia prevede che possa tornare ad allenarsi a 6-8 settimane dall’intervento e quindi a inizio novembre, a due settimane dall’inizio dalla rassegna iridata. Deschamps vorrebbe portarlo con sé, ma deve fare i conti con la realtà e la realtà è che Pogba non gioca una partita ufficiale da aprile, a novembre saranno quindi sette mesi di inattività. La Juventus, in tutto ciò? Alla Continassa sono interdetti e ormai arresi. Sanno che Pogba non sarà in campo, con il bianconero addosso, prima della ripresa del campionato a gennaio, quando Allegri spera di avere a disposizione una Juve finalmente reale e non virtuale.

Mesi kafkiani, dicevamo. Perché a rendere surreale il tutto c’è stata anche la vicenda del sequestro, a scopo d’estorsione, organizzato dal fratello Mathias e da altre persone. Una vicenda oscura che ha portato all’arresto del fratello e degli altri soggetti coinvolti, dopo la denuncia di Paul e della mamma Yeo Moriba. Non solo, proprio Mathias Pogba aveva rivelato che suo fratello, Paul, avrebbe assunto un Marabutto (un santone musulmano) per stregare il rivale Mbappé, con cui i rapporti non sono certo eccezionali. Mesi da romanzo, movimentati, ma sempre fuori dal campo. Non quello che la Juventus s’aspettava quando ha concluso la trattativa per riportarlo a Torino.