Infortuni, turn over e calendario pieno: a cosa serve la Nations League?

Per le squadre di livello sembra più un peso che una reale possibilità: a cosa servono queste gare in un periodo ricco di impegni?

C’erano una volta le gare di qualificazione ai Mondiali, le competizioni continentali e le amichevoli internazionali. Nelle quali spesso, molti ct effettuavano test e lasciavano a casa i big, evitandogli il peso di ulteriori sforzi. Per eliminare questo scenario, la Uefa ha introdotto dal 2018 la Nations League.

Annunciata come una manifestazione innovativa, la Nations League però non ha mai preso piede. “Non capisco a cosa serva questa partita”, disse il portiere del Belgio Courtois alla vigilia della finale per il terzo e quarto posto contro l’Italia lo scorso anno. Se l’obiettivo degli organizzatori era di creare un torneo che stimolasse i calciatori, tanto da evitare “fughe” dalle nazionali in occasioni di gare non ufficiali, l’obiettivo è fallito. Basta vedere ciò che è successo in questi giorni nei vari ritiri delle nazionali.

Ma la domanda che molti si stanno ponendo è: in questo periodo specifico, con un Mondiale organizzato a dicembre, che stravolgerà tutti i calendari, costringendo i calciatori ad un numero di gare impressionante, che senso ha costringerli a sfide che (al di là del prestigio internazionale) non valgono a nulla? Tutti i campionati professionisti sono iniziati all’inizio di Agosto. In netto anticipo rispetto agli anni passati. I calciatori hanno già accumulato uno stress fisico non indifferente. Non è un caso che i tanti infortuni arrivati in questa fase iniziale siano in netto aumento rispetto al passato. In questi ultimi giorni poi, si sono registrati una serie di stop incredibili.

Gli infortunati del nostro campionato

Rimanendo al campionato italiano, si sono infortunati Maignan, Theo Hernandez, Pellegrini, Politano, Immobile. Più tutti quelli che hanno abbandonato il ritiro azzurro a Coverciano. Mancini si ritroverà costretto ad affrontare Inghilterra e Ungheria senza Spinazzola, Lazzari, Florenzi, Locatelli, Verratti, Tonali, Politano, Pellegrini, Chiesa, Immobile, Berardi. Ha ancora senso costringere i calciatori a queste gare?