Sla, arriva la svolta: scoperta una nuova terapia

Possibile svolta nella lotta contro la Sla. E’ stata scoperta una nuova terapia e nei prossimi mesi si cercherà di raccogliere maggiori dati su questo studio.

La lotta alla Sla potrebbe essere arrivata ad una nuova svolta. Alcuni ricercatori internazionali sono riusciti a scoprire la prima terapia per i pazienti con specifiche mutazioni genetiche.

Terapia Sla
Buone notizie per quanto riguarda la Sla: trovata una nuova terapia © Ansa

Si tratta di una cura che permette alle persone portatrici della mutazione nel gede Sod1 di avere un’inversione nella progressione clinica oppure un rallentamento della sclerosi laterale amiotrofica e si tratta, come detto, sicuramente di una buona notizia anche in ottica futura.

La terapia avviene attraverso una puntura lombare e il corpo, almeno stando a questo studio, non sembra rifiutarla. Per il momento, la sperimentazione ha coinvolto 108 pazienti e non si esclude che in futuro il numero possa sicuramente aumentare anche per raccogliere maggiori certezze e avere un’arma in più per contrastare la Sla e guardare con maggiore fiducia ai prossimi anni.

I dettagli dello studio

Molinette
L’ospedale Molinette ha preso parte a questo studio © Ansa

Come detto in precedenza, lo studio ha riguardato 108 pazienti con rapida e lenta progressione. La prima fase della sperimentazione è durata 6 mesi, la seconda di estensione dell’analisi è ancora in corso, ma i medici non si aspettano particolari novità e quindi ipotizzano un successo di questa nuova terapia.

Si tratta di uno studio che ha coinvolto anche l’ospedale Molinette di Torino e proprio dal nosocomio piemontese hanno parlato di un risultato molto importante per consentire di dare una svolta alla lotta contro la Sla. Naturalmente la struttura torinese ha voluto ringraziare i pazienti e i loro familiari per aver supportato questa fondamentale terapia anche in tempi di Covid.

Ricordiamo che la Sla è una malattia che riduce le aspettative di vita e gli effetti di questo farmaco si manifestano specialmente nel primo anno, ma durano nel tempo. E, come detto in precedenza, la terapia ha il compito principale di rallentare la malattia, ma in alcuni casi ha portato anche ad un’inversione della progressione clinica.