Coppa del mondo in Qatar: è polemica per i diritti LGBT+

A poche settimane dall’inizio del mondiale, aumenta il pressing sul Qatar perché i tifosi gay possano tenersi per mano senza essere arrestati

Dal 20 novembre al 18 dicembre prossimi, in Qatar si svolgerà la 22 edizione della Coppa del Mondo di calcio . La massima rassegna continentale calcistica, che prevede la partecipazione di 32 nazionali, per la prima volta si svolgerà durante il periodo invernale europeo e non come tradizione nei mesi di giugni e luglio.

Tra meno di due mesi ci saranno i mondiali in Qatar – Ansa foto

A poco meno di 2 mesi dall’inizio della Coppa del Mondo del 2022, ci sono molte perplessità riguardanti la gestione di alcune questioni da parte del Paese ospitante, il Qatar, dove sono ad esempio in vigore delle leggi anti-omosessualità, che prevedono fino a tre anni di carcere.

Un mondiale storico già al centro di polemiche

Per la prima volta nella storia, la Coppa del Mondo di calcio non si svolgerà nel canonico periodo giugno e luglio bensì si giocherà in Qatar in inverno, tra novembre e dicembre. Questa storica decisione presa dalla Fifa, di assegnare al paese arabo l’organizzazione della nuova edizione della massima manifestazione mondiale di calcio, aveva già scatenato molte polemiche da parte di quasi tutte le componenti calcistiche, costrette a fermare i rispettivi campionati per quasi due mesi per lasciare spazio alla Coppa del Mondo, che oggi ne sono arrivate altre a incendiare ancora di più il clima. Ad essere sotto accusa sono le vigenti regole del paese arabo che regolano i rapporti tra gli omosessuali. La Lega Calcio ha chiesto al Qatar che, durante lo svolgimento della competizione, le coppie LGBT+ che si tengono per mano non siano perseguite. Allo stesso modo ha chiesto che i tifosi che si presenteranno allo stadio muniti di bandiere arcobaleno non siano arrestati.

Le ambigue rassicurazioni dell’Emiro

In una recente intervista, il presidente del comitato organizzatore dei Mondiali Nasser Al Khater, ha affermato che nessun membro della comunità Lgbt dovrebbe sentirsi minacciato durante la sua permanenza nel Paese. Ma questa sua “apertura”, in realtà, contiene un’ambiguità di fondo: Le manifestazioni pubbliche di affetto sono disapprovate. È l’unica indicazione da rispettare, per il resto tutti possono vivere la propria vita. E questo vale per tutti”, ha dichiarato Al Khater che ha poi aggiunto “Il Qatar e i Paesi limitrofi sono molto conservatori e chiediamo ai tifosi rispetto. Siamo sicuri che lo faranno, così come noi rispettiamo le diverse culture, speriamo che lo sia anche la nostra”, insomma una dichiarazioni d’intenti piuttosto ambigua, i tifosi omosessuali potranno tenersi per mano ma non eccedere con le effusioni e i reati minori non dovrebbero essere perseguiti.

E’ polemica per il rispetto dei diritti LGBT+ in Qatar – Ansa foto

La polemica infuria

Naturalmente la questione ha sollevato un putiferio mai visto a livello internazionale, e le prime indiscrezioni dicono che, ad esempio, il capitano della nazionale inglese Harry Kane, indosserà una fascia arcobaleno in Qatar per evidenziare i diritti umani e non ci sono dubbi che molte altre iniziative verranno prese dai protagonisti in campo viste anche le recenti mobilitazioni, come quella a favore del Black Lives Matter, che potrebbero portare anche a “disguidi” internazionali. Di fatto a meno di due mesi dall’inizio del torneo, la questione dei diritti umani in Qatar rimane una preoccupazione costante.