Treni lenti, binari vecchi, ritardi: In Italia si viaggia più lenti di 50 anni fa, ecco dove

Quando il viaggio diventa un’Odissea: in Italia esistono alcune tratte in treno che sono più lente da percorrere di 50 anni fa.

Niente miglioramenti, tutto vecchio, quasi come se il tempo si fosse fermato. Se con l’aereo i tempi si accorciano, e alcune distanze che sembravano incolmabili sembrano oggi molto più semplici da raggiungere, in treno in Italia tutto sembra essere stato congelato.

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L’attesa in una stazione ferroviaria in Italia (AnsaFoto)

In un articolo pubblicato su Repubblica si legge infatti che alcune zone continuano ad essere al centro di sollecitazioni su ritardi, problemi di ogni genere, e soprattutto il confronto con il passato lascia interdetti. Esistono infatti tratte in cui si viaggia perfino più lenti di 50 anni fa. La spiegazione è arrivata, per certi versi è chiara, ma è lecito a questo punto chiedersi perché non sia stato fatto nulla, o comunque quali siano i motivi di alcune revisioni che non sono mai state prese in considerazione. A farne le spese sono i pendolari, chi raggiunge il posto di lavoro, e in generale chi sa già bene di essere costretto ad affidarsi alla pazienza in viaggi lunghissimi, con molte fermate e per certi versi in condizioni difficilissime.

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Treni, tutto fermo a 50 anni fa (Ansa Foto)

Nuove tecnologie, wireless, aria condizionata. Addirittura gli schermi ce indicano la velocità, e la voce aggiornata di chi annuncia ritardi o invita a raggiungere il binario. I tempi sono cambiati verrebbe da dire, ma forse solo per alcuni aspetti. Per certi versi infatti tutto sembra fermo al passato, addirittura agli anni ’70. Nell’articolo comparso su Repubblica è evidenziato infatti che per percorrere la tratta da Bologna a Rimini si impiegano ancora due ore, propri <ocome 50 anni fa. 

Stesso discorso in Campania. Da Benevento ad Avellino il tempo di percorrenza era di circa 47 minuti, e anche in questo caso nulla è cambiato. C’è però chi sta peggio. Il San Benedetto del Tronto-Ascoli Piceno viaggiava con un tempo stimato in 40 minuti nel 1972, e ora ne impiega 7 in più. La situazione però è più o meno identica in tutte le zone d’Italia e cambia solo per l’Alta velocità, che di certo ha reso tutto più rapido ma solo per alcune tratte. Ci si chiede quindi come sia possibile, e la risposta arriva da Rfi. Il motivo sarebbe da attribuire al numero crescente di fermate, aumentate nelle tratte rispetto al passato. C’è anche da valutare il sistema di sicurezza Scmt, entrato in vigore con imposizioni chiare sulle distanze fra un treno e l’altro. La sostanza però non cambia, e i tempi di percorrenza nemmeno. Le cuffiette per trascorrere il tempo, i tablet e gli smartphone forse rendono tutto meno pesante, ma poco cambia guardando il buon vecchio orologio, che non tradisce mai, e che ferma il tempo a 50 anni fa.

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