Ancora guai per Trump, lui attacca la procuratrice: “Razzista”

Donald Trump dopo la perquisizione incassa un’altra pesante notizia e attacca la procuratrice: l’America si divide. 

I mitra, le auto scure e il blitz nella villa a caccia di “documenti segreti”. Donald Trump dopo aver incassato la perquisizione da parte dell’Fbi ha parlato di “tempi bui per la nazione”. 

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Donad Trump (Ansa)

Gli Stati Uniti d’America sono quindi divisi fra chi continua ad attaccare il tycoon affermando che la legge deve essere uguale per tutti e chi invece sottolinea che la perquisizione sia per “tempismo” e gravità una sorta di risposta illegittima mirata a minare una sua legittima candidatura alle presidenziali del 2024. I repubblicani chiedono quindi chiarimenti. Hanno messo nel mirino il ministro della Giustizia americano Marrick Garland e il direttore dell’Fbi, Christopher Way, ma per Trump arrivano altre brutte notizie. L’ex presidente americano sarà interrogato oggi dalla procuratrice generale di New York Letitia James nell’ambito dell’indagine sulle dichiarazioni al fisco della Trump Organization. Prima di rispondere alle domande però il tycoon ha lanciato attacchi pesantissimi, non risparmiando nessuno con parole molto dure.

Trump attacca: “La più grande caccia alle streghe nella storia Usa”

Donald Trump perquisizione
Donald Trump (Ansa Foto)

Mentre l’America si interroga su una perquisizione che arriva a poche ore dall’interrogatorio, Donald Trump interviene sui recenti episodi che lo hanno coinvolto e lo fa alzando i toni dello scontro. In riferimento al blitz dell’Fbi nella villa di Mar-Lago sono arrivate pesantissime accuse. “Nessuna perquisizione è stata fatta a Clinton e neanche ad Obama nonostante le le grandi dispute che avevano”, ha riferito sul Truth Social, ed ha alimentato dubbi sull’operato dell’Fbi. Durante il raid nella sua villa infatti, lo staff e i legali sono stati invitati a lasciare la villa. A riguardo Trump è chiarissimo. “A tutti è stato chiesto di lasciare la proprietà – ha riferito –, volevano restare soli senza vedere cosa stessero facendo, prendendo o, speriamo di no, piazzando alcune prove. Perché hanno insistito a non avere nessuno?”. 

Parole durissime, e bordate anche in merito all’interrogatorio al quale dovrà presentarsi. “Domani (oggi ndr), vedrò il procuratore generale razzista di New York per il proseguimento della più grande caccia alle streghe della storia americana. Io e la mia grande società veniamo attaccati da tutte le parti. Repubblica delle banane”. Trump continua quindi a lanciare attacchi e l’America si divide. Fra chi sottolinea che l’ex presidente stia vestendo in qualche modo il ruolo del martire, e chi invece parla di una persecuzione giudiziaria a tutti gli effetti, negli States non si parla d’altro, e la corsa alle elezioni del 2024 è già partita non di certo nel migliore dei modi.