E’ morto Archie Battersbee, il drammatico annuncio della madre

Il piccolo Archie Battersbee è morto. Il 12enne, in coma da quando è stato trovato privo di sensi in casa, si è spento al Royal London Hospital di Whitechapel.

Si è spento alle 12:15 di sabato 6 agosto 2022 Archie Battersbee, il bambino di 12 anni trovato privo di sensi dalla madre in casa ad aprile. Da quel momento è iniziata una lunga battaglia legale tra i genitori, che chiedevano di lasciare accese le macchine che tenevano in vita il piccolo, e i medici.

Archie Buttersbee
Archie Buttersbee è morto alle 12:15 del 6 agosto © Ansa

Alla fine a vincere sono stati i medici del Royal London Hospital d Whitechapel, che hanno staccato i macchinari e il piccolo Archie è deceduto poco dopo. A dare l’annuncio della morte del 12enne ai media è stata proprio la signora Hollie Dance.

Un annuncio drammatico e che ha fatto il giro del mondo. Archie oggi non c’è più, ma i genitori in futuro potrebbero continuare questa battaglia per consentire ad altri bambini nelle stesse condizioni del loro figlio di essere tenuti in vita dai macchinari.

La madre di Archie: “Ha combattuto fino alla fine”

Archie
A dare l’annuncio della morte del piccolo Archie è stata la madre © Ansa/Facebook

Sono passate da poco le 12 quando la madre di Archie si è presentata all’esterno dell’ospedale per comunicare ai media il decesso del “suo bellissimo bambino“. “Posso dire che sono la mamma più orgogliosa del mondo – ha aggiunto la signora Hollie Dance riportata da Leggo era un bambino così bello e ha combattuto fino alla fine, e sono così orgogliosa di essere sua madre“.

Alla domanda di un giornalista se potesse fare qualcosa di più in questa battaglia, la donna non ha dubbi: “Ho fatto tutto quello che potevo. Ho fatto tutto quello che avevo promesso al mio bambino“.

Ora Archie non c’è più. I messaggi di cordoglio non sono mancati e nelle prossime ore saranno migliaia le persone che andranno a salutare quel ragazzino diventato ormai uno di famiglia di tutti. E i genitori potrebbero non smettere la loro battaglia per consentire ad altri bambini di poter restare in vita grazie al supporto delle macchine.