Calenda all’assalto del Pd “vetero comunista”: “Il campo largo è sconfitto”

Il commento del leader di Azione sul voto delle amministrative contro il segretario del Pd Letta e il suo “campo largo”, a suo dire “tragicamente sconfitto”. 

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(Ansa)

Sembra quasi che Letta e Calenda abbiano visto due trasmissioni diverse. Per il primo, infatti, il “campo largo” sarebbe il grande vincitore delle ultime elezioni, e questo basterebbe a benedire il suo progetto politico di raccogliere sotto un unico cappello democratici, grillini, post-comunisti e centristi riformisti. Per il secondo, invece, le cose stanno ben diversamente. 

Il pugno di ferro di Calenda contro Pd e 5 Stelle

In un’intervista al quotidiano La Stampa Calenda infatti commenta le elezioni comunali dicendosi soddisfatto, se non altro di constatare che tra i poli di destra e sinistra esisterebbe uno spazio per una formazione politica “europeista, riformista che va dal 10 al 20 per cento”. Una proiezione certamente verso l’alto, ma i candidati calendiani in città come Parma, Catanzaro e Palermo hanno fatto registrare percentuali tra il 12 e il 23. Per questo Calenda ci spera, e punta a presentarsi da solo alle prossime elezioni politiche del 2023.

Andremo da soli, perché al Nazareno non comanda Letta ma Zingaretti, Bettini, Boccia, Provenzano….. E loro hanno il populismo nel Dna”, attacca Calenda senza freni. “Noi invece vogliamo essere il perno di una coalizione senza populisti e sovranisti che sostenga un Draghi-bis”. Tuttavia, a chi afferma che in questo modo il leader di Azione non fa altro che lasciare la vittoria in mano alla destra, lui non vuole sentire ragioni.

“Non concepisco la politica come non far vincere ma come fare una proposta per governare. E non si può governare con il M5S. Punto”. Per Calenda infatti gli elettori “vogliono una proposta per governare, non per non far vincere l’altro”, mentre apre una porta ai democratici nei luoghi e nelle situazioni in cui non ci sono i pentastellati. “Dove il M5s non presenta il simbolo – come a Verona – noi siamo disponibili, se il candidato è di qualità. Come siamo disponibili a lavorare con le forze di centrodestra europeista e non sovraniste, se si sganciano dai populisti”, afferma.

Spiegando che dal suo punto di vista “la verità è che è stato tragicamente sconfitto il campo largo”, mentre “Boccia ha un’idea un po’ vetero comunista, pensa che l’elettorato lo sposta lui”: “Non funziona così”.

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