Ancora bufera attorno ad Elisabetta Franchi: la decisione del giudice

Ancora bufera attorno ad Elisabetta Franchi dopo le sue ultime dichiarazioni. Nel frattempo arriva la decisione da parte del giudice

Bufera sulle dichiarazioni di Elisabetta Franchi
Elisabetta Franchi (screenshot video YouTube)

Continua a far parlare il caso che vede come protagonista la nota stilista italiana, Elisabetta Franchi. Quest’ultima è finita al centro delle polemiche per alcune sue affermazioni che non sono state per nulla digerite. Ovvero quelle in cui affermò di assumere solamente donne dai 40 anni in su perché avevano già dei figli. Poi provò a spiegarsi e a fare un mezzo passo indietro, ma oramai il “danno” era stato già compiuto.

Su di lei sono piovute tantissime critiche dal mondo del web che, in un certo modo, l’ha costretta anche a chiedere scusa. C’è anche chi, però, si è schierato dalla sua parte. Come la moglie di Paolo Bonolis, Sonia Bruganelli: quest’ultima ha spiegato che il capo di una azienda impone le sue regole proprio perché si tratta del suo marchio.

Nel frattempo, però, arrivano altre novità riguardo questo caso. Direttamente dal giudice del Lavoro di Bologna che ha accolto il ricorso presentato dalla Filcams-Cgil contro l’azienda ‘Betty Blue’, proprio quella della Franchi. Di che si parla? Di inviare contestazioni disciplinari a chi non ha lavorato poiché ha aderito ad uno sciopero indetto contro gli straordinari si tratta di una condotta illegittima e antisindacale.

Queste decisione riguardano alcune lettere che vennero inviate tra il 23 ed il 25 novembre e l’8 aprile di quest’anno. Per il giudice non è antisindacale la richiesta di fare straordinari (senza consenso) nei limiti delle 250 ore annue. Non c’è alcun obbligo (diversamente da quanto chiesto dalla Filcams) di informare o chiedere o chiedere un consulto al sindacato per quanto riguarda questo tema.

Caos Elisabetta Franchi, la decisione del giudice

Bufera sulle dichiarazioni di Elisabetta Franchi
Elisabetta Franchi (screenshot video YouTube)

Le contestazioni disciplinari alle lavoratrici che si sono rifiutate di fare lo straordinario, sempre secondo il giudice bisogna distinguere quali sono arrivate prima e quelle dopo la proclamazione dello sciopero (comunicato il 12 novembre del 2021), le prime appaiono legittime. Non è così, invece, per quelle successive (fine novembre 2021 e inizio aprile 2022). In questo caso per il giudice si tratta di un comportamento intimidatorio che scoraggia l’adesione dei dipendenti allo sciopero straordinario, legittimamente proclamato.