Decreto Aiuti, tutte le novità sui bonus in arrivo: tranne che per le partite Iva

Tutte le ultime rilevanti novità sul Decreto Aiuti, il cui testo andrà sulla Gazzetta Ufficiale lunedì dopo molti giorni di attesa.

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(Ansa)

Tra le principali novità ci sono la deroga al codice degli appalti, con l’esenzione per la Valutazione d’impatto ambientale e con il taglio significativo dei tempi per le autorizzazioni dei rigassificatori, come spiega oggi il Sole 24 ore. Un altro cambiamento riguarda la norma per il calcolo dell’extragettito fiscale per le società energetiche.

Il tasto dolente è solo per le partite Iva

Il primo tasto dolente arriva invece, come al solito, per le partite Iva, che si vedono tagliare il bonus da 200 euro precedentemente stabilito, per finanziare invece l’aiuto ai percettori del reddito di cittadinanza. Mentre invece sembra ormai definitiva la platea dei pensionati che riceveranno la stessa cifra bonus con il cedolino di luglio, molto vicina a quella dei lavoratori dipendenti.

I dati ufficiali arriveranno tuttavia solamente con la relazione tecnica che precederà al conversione in legge dopo l’approdo in Parlamento. Si parla di una soluzione una tantum destinata in via automatica a 13,7 milioni di titolari di uno o più trattamenti previdenziali ma con reddito annuo non superiore nel 2022 a 35 mila euro lordi. Si parla di una cifra impiegata pari a 2,74 miliardi per una fetta pari a oltre il 40% della cifra che era stata inizialmente stanziata per l’aiuto contro l’inflazione.

Il meccanismo di erogazione del bonus sarà automatico, e non dovranno essere presentate domande di alcun tipo. L’ente previdenziale erogatore, l’Inps o chi altro, si occuperò di tutte le necessarie verifiche, e nel caso le somme riportate risultino in eccedenza scatterà subito la notifica.

Una scelta, quella del governo Draghi, che il giornale di Confindustria afferma avere soddisfatto i sindacati che però chiedono che venga riattivato il tavolo sulla possibile mini-riforma della previdenza. Oltre a questo, però, le parti sociali insistono sulla modifica del meccanismo di rivalutazione degli assegni, per potere tutelare il potere d’acquisto delle pensioni contro l’inflazione. Ma la strada appare del tutto in salita, scrive il quotidiano economico.