Covid in Italia, Rezza lancia un nuovo allarme: le sue parole

I numeri del Covid in Italia continuano ad essere stabili, ma Gianni Rezza lancia un nuovo allarme e invita i cittadini alla prudenza.

Emergenza Covid finita in Italia? No per parte del Governo e per il ministero della Salute. Durante il consueto commento del monitoraggio, Gianni Rezza, direttore del Dipartimento di Prevenzione del ministero della Salute, ha lanciato un nuovo allarme e invitato i cittadini alla massima prudenza.

Gianni Rezza
Rezza invita alla massima prudenza sul Covid © Ansa

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica in Italia – ha detto l’ex membro del Cts riportato dall’Ansala circolare virale è ancora piuttosto alta. E’ quindi importante continuare a rispettare le misure ispirate alla prudenza, ma anche fare la terza dose di vaccino anti-Covid per tutti quelli che hanno non l’hanno ricevuta e la quarta per gli over 80 e gli over 60 vulnerabili“.

Il consiglio da parte di Rezza è quindi quello di mantenere la massima prudenza per non rischiare di avere una recrudescenza nel periodo autunnale.

Il monitoraggio dell’Iss

Covid
Il monitoraggio dell’Iss conferma una situazione stabile nel nostro Paese: le ultime © Ansa

In Italia, come detto in precedenza, la situazione Covid continua ad essere stabile. A confermare un quadro più o meno identico a quello delle scorse settimane è il consueto monitoraggio dell’Iss.

Il report ha confermato l’indice Rt allo 0.96 mentre scendono sia l’incidenza che i ricoveri in terapia intensiva e nei reparti ordinari. Un trend che, considerando anche il periodo estivo, dovrebbe proseguire anche nelle prossime settimane.

Il timore, evidenziato anche da altri esperti, è di un rialzo in autunno visto che ripartiranno a pieno ritmo tutte le attività. Naturalmente si tratta di previsioni e bisognerà aspettare ancora qualche mese per avere un quadro più chiaro della situazione e sapere come si comporterà il Governo.

Il premier Draghi spera di non dover più reintrodurre misure restrittive per consentire al Paese di vivere questa nuova normalità. Ma molto dipenderà dai dati che si registreranno in quel periodo e, al momento, il Governo continua a non proiettarsi troppo avanti. Le prossime decisioni riguarderanno le mascherine al chiuso e dovranno arrivare entro il 15 giugno.