Riunificazione delle due Irlande: da improbabile a possibile?

L’esito delle elezioni in Irlanda potrebbe aprire un nuovo imprevedibile scenario per Downing Street e per il premier Boris Johnson, già alle prese con numerosi altri fronti.

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(Ansa)

Al momento i sondaggi continuano ad attribuire un vantaggio notevole al partito repubblicano e nazionalista Sinn Féin, che conquisterebbe una vittoria inedita rispetto ai democratici del Dup. Così l’equilibrio sempre delicato e instabile nella regione verrebbe letteralmente a sconvolgersi. I repubblicani sono infatti apertamente irlandesi, al contrario dei democratici da sempre unionisti.

Sotto la divisione politica c’è però anche quella religiosa. L’Irlanda del Nord infatti ancora ad oggi risulta sostanzialmente divisa tra cattolici e protestanti, in guerra da oltre un trentennio. Con gli accordi del 1998, detti “del Venerdì Santo”, il sistema che si è venuto a creare è di tipo consociativo, con il primo ministro e il suo vice implicitamente costretti a provenire da entrambe le comunità.

Lo scenario che sembrava improbabile è ora possibile

Uno stato di cose che fa in modo che per prendere una decisione bisogna necessariamente passare da entrambi i fronti, con la carica di primo ministro che riveste un valore praticamente simbolico. Il fronte della crisi è scoppiato lo scorso febbraio, quando il premier unionista Paul Givan si è dimesso in disaccordo con il Protocollo sull’Irlanda del Nord, una parte dell’accordo di recesso legato alla Brexit che porta alla reintroduzione di controlli doganali tra l’Ulster e il Regno Unito.

Per gli unionisti, che hanno così fatto cadere il governo, si tratta di un pericolo quasi esistenziale. La speranza di quelle dimissioni era di prendere voti per potersi presentare con forza alle prossime elezioni e cancellare così quel protocollo, ma l’intenzione è letteralmente naufragata nei sondaggi che danno il partito al 18 per cento, al terzo posto sotto anche i centristi di Alliance.

Il vero incubo che tuttavia si profila all’orizzonte per gli unionisti è la riunione delle due Irlande, una possibilità che fino a qualche tempo fa sembrava impensabile e che ora si fa via via sempre più possibile. Anche perché apertamente inseguita dal probabile vincitore delle elezioni Sin Féin, nonostante il tono moderato assunto in campagna elettorale in cui ha evitato di affrontare lo specifico argomento.

Indiscrezioni parlano tuttavia di una strategia che il partito starebbe elaborando di nascosto proprio per la riunificazione, portando all’insurrezione del fronte filo-britannico. Ma i giochi, che lo si voglia o meno, sono più aperti che mai.