Ricerca Fondapol-Iri: italiani più spaventati da Turchia, Cina e Russia

Ansie e paure dei cittadini nello studio condotto in 55 democrazie e presentato in Senato con Giorgia Meloni ed Enrico Letta 

Il segretario del Pd Enrico Letta e il presidente di FdI Giorgia Meloni alla presentazione del rapporto (ANSA FABIO FRUSTACI)
Il segretario del Pd Enrico Letta e il presidente di FdI Giorgia Meloni alla presentazione del rapporto (ANSA FABIO FRUSTACI)

Una ricerca di respiro globale per analizzare lo stato di salute delle Istituzioni in 55 democrazie avanzate nel mondo. Questo l’obiettivo della ricerca “Libertà a rischio: la sfida del secolo”, realizzata dalla fondazione francese Fondation pour l’inovation politique in collaborazione con l’International Republican Institute, think thank statunitense di riferimento del Partito repubblicano, presentata oggi presso la Sala Capitolare del Senato. Ospiti d’eccezione i segretari dei due principali partiti politici italiani: il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e il segretario del Pd Enrico Letta, che si sono confrontati sui contenuti del rapporto ma anche sull’attualità politica nazionale e internazionale. Il dibattito, organizzato dalla Fondazione Farefuturo presieduta dal senatore di FdI Adolfo Urso, è stato moderato dal direttore di RaiNews24 Paolo Petrecca.

Più sicurezza ma non a scapito della libertà

Il presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni alla presentazione del rapporto "Libertà a rischio: la sfida del secolo?" (FOTO FABIO FRUSTACI)
Il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni alla presentazione del rapporto “Libertà a rischio: la sfida del secolo?” (FOTO FABIO FRUSTACI)

Il rapporto scandaglia ansie e paure del “mondo libero” nel rapporto con gli Stati illiberali, analizza il sentimento sul ruolo dei social e delle fake news nell’era della comunicazione digitale, affronta il tema del potere delle multinazionali globali e si sofferma sul rapporto dei cittadini con le Istituzioni e il bisogno di una maggiore rappresentatività. Secondo l’analisi condotta in 45 lingue, diversi gli elementi da tenere in considerazione e tra questi c’è la fiducia nella democrazia, un sentimento che rimane forte nei cittadini ma che deve fare i conti con la frustrazione per il concreto funzionamento delle Istituzioni democratiche. Per il 58% degli italiani la democrazia non funziona bene e cresce la necessità di introdurre dei correttivi per migliorarla. La ricerca sottolinea che è aumentato negli ultimi anni il sentimento favorevole nei confronti dell’ideale europeo: dal 33 al 49% nell’ultimo quinquennio. Anche l’idea di una difesa comune trova sempre più sostenitori e passa dal 41% del 2019 al 58% del 2021, tre punti sopra la media europea. I cittadini chiedono una maggiore protezione ma non a discapito dei propri diritti. Gli italiani desiderano sì maggiore sicurezza ma per il 78% quest’ultima non può essere perseguita a danno delle libertà e dei diritti fondamentali.

Gli Stati che “spaventano” di più i cittadini

Il presidente turco Erdogan ospita il tavolo dei negoziati tra Russia e Ucraina in Turchia (Ansa)
Il presidente turco Erdogan ospita il tavolo dei negoziati tra Russia e Ucraina in Turchia (Ansa)

Inoltre, la ricerca affronta il rapporto tra le democrazie e le autocrazie aggressive: lo studio, pubblicato il 20 gennaio 2022, non tiene conto della guerra in Ucraina ma conserva la sua validità e fa notare come gli Stati che preoccupano di più gli italiani sono la Turchia (70%), la Cina (65%) e la Russia (58%). Un dato, quest’ultimo, che non considera gli effetti sull’opinione pubblica del conflitto in corso ma che fa capire come per i cittadini la Russia facesse paura già prima dello scoppio della guerra. Di fronte a queste minacce, la NATO viene vista come un elemento rassicurante e l’adesione all’Alleanza atlantica viene giudicata un bene dalla maggioranza degli italiani (52%), anche se questo sentimento è meno forte rispetto alle Nazioni del Nord e dell’Est Europa. Come è il caso della Polonia: qui il sentimento favorevole nei confronti del Patto Atlantico tocca il 73% degli intervistati.

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