ESCLUSIVA – Avv. Ferrero: “Giustizia è fatta, torna a casa e senza braccialetto”

Parla Giuseppina Tenga il legale dell’imprenditore romano e proprietario della Sampdoria: “Riconosciuta una procedura d’arresto impropria”

Il presidente
Il proprietario della Sampdoria Massimo Ferrero allo stadio Marassi (Getty Images)

Massimo Ferrero torna a casa per Natale. Il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha dato ragione ai legali dell’imprenditore accogliendo la richiesta di scarcerazione avanzata dagli avvocati Tenga e Ponti. “Giustizia è fatta, e lo posso dire senza che qualcuno si arrabbi e si offenda. Torna a casa dalla famiglia con la sua macchina e senza braccialetto, visto che era tanto pericoloso…sarà ai domiciliari e passerà le feste e tanto altro insieme alla sua famiglia…”, ha dichiarato Giuseppina Tenga, il legale di Massimo Ferrero a Notizie.com.

Non sta nella pelle, l’avvocato Giuseppina Tenga che, appena ha avuto la notizia della scarcerazione, ha fatto salti di gioia: “Mi devo contenere anche se fino a un certo punto, ma sono contenta perché Massimo Ferrero, oltre ad essere il mio cliente, è prima di tutto un mio amico, una persona a cui voglio bene e tutto quello che c’è stato nei suoi confronti, come la modalità d’arresto e tutto quello che è venuto dopo, non sono state procedute idonee, e qualcuno, una giudice molto coraggiosa, se ne è resa conto. Tutto qua”

“Adesso prepareremo al meglio la sua difesa”

Ferrero Samp
Ferrero durante il match di campionato contro il Bologna (Getty Images)

Gli avvocati di Ferrero hanno allegato una serie di documenti, nei quali si specificava soprattutto la modalità d’arresto con la quale l’imprenditore è stato fermato il 6 dicembre e condotto a San Vittore. “A Ferrero – ha dichiarato l’avvocato Tenga a Notizie.com – non è stato garantito il principio di legalità che è una cosa costituzionale, che esiste da sempre, non una roba che è arrivata adesso”. E’ ancora su di giri per quanto avvenuto settimane fa, non potendo nemmeno parlare col suo assistito prima dell’udienza d’interrogatorio che era stata fissato il 9 dicembre a Milano.

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“Quando notifichi un interrogatorio di garanzia – ha ricordato Tenga -, il fascicolo deve essere già a disposizione della cancelleria, il mio collega andò, ma non c’era, proprio gli atti non c’erano perché gli atti ce l’ha aveva ancora il Gip, ma nel momento che tu mi notifichi interrogatorio di garanzia per legge ci devono essere, ovvero devono essere a disposizione del legale e già depositati in cancelleria. Evidentemente avevano ragione su questo punto, ma anche su altri. Io non voglio niente di più che poter difendere il mio assistito al meglio. E’ solo questo quello che voglio”.