ESCLUSIVA Notizie.com – Mazzocchi: “Il successo di Zerocalcare? Forse qualcuno sta rosicando”

Prende posizione sulla serie tv il giornalista della Rai che esalta il fumettista ma non esclude possa anche essere una manovra commerciale

L'opinione del romano
Il giornalista della Rai Marco Mazzocchi (screenshot notizie.com)

E’ rimasto affascinato dalla serie di Netflix, “Strappare lungo i bordi”. Appena è uscita se l’è divorata in pochissimo tempo. E, una volta finito di guadarla, non è rimasto stupito dal successo che sta avendo tra i giovanissimi e non. E’ entusiasta il bravo giornalista Rai, e romano, Marco Mazzocchi che, a Notizie.com, spiega il suo punto di vista sulla nuova idea di Zerocalcare. “Io l’ho trovata bellissima, a me è piaciuta tanto, malinconica, un prodotto molto romano, vero, ma non per questo deve piacere solo a chi è romano…”.

Già perché, nonostante sia appena uscita, “Strappare lungo i bordi”, il nome della serie tv di Zerocalcare, ha avuto subito un grandissimo successo. E’ prima in Italia, è la più guardata, superando nettamente “Squid Game”, altro prodotto di successo su Netflix. Il problema è che quando si ha successo, spesso e volentieri, c’è sempre qualcuno che deve trovare il punto di rottura. Quello che stona, almeno secondo qualcuno. E uno dei principali sarebbe proprio “l’eccessiva cadenza romana” che hanno i personaggi.

Mazzocchi sicuro: “Polemiche sterili e senza senso sui social”

Strappare lungo i bordi
E’ il momento di una scena della serie Netflix “Strappare lungo i bordi” (screenshot notizie.com)

Quello che non capisce, il giornalista della Rai è la polemica che si è scatenata sui social, Twitter soprattutto, dove più di qualcuno no era d’accordo sul “romanesco”, troppo accentuato. “Mah, a me sembrano tutto cose pretestuose – ha detto Marco Mazzocchi a Notizie.com -, io sono romano, ma a me Gomorra, che è tutto in napoletano giustamente, è piaciuto tanto. Magari qualche cosa non la capivo subito, ma ci arrivavo o comunque c’erano i sottotitoli, ma non è che levavano qualcosa alla serie o ai personaggi”.

Troppo “romacentrismo”, sosteneva qualcuno sui social, aggiungendo “anche basta, non se ne può più”. Ma Marco Mazzocchi cerca di approfondire: “Adesso non è che voglio mettermi a fare paragoni, ma, oltre a Gomorra, che si doveva fare per forza in napoletano, ma Troisi con “Scusate il ritardo” o tutti i film di Totò non sarebbero stati gli stessi. Io non vorrei che, leggendo qualche nome noto su Twitter, che non mi va di citare, non ci sia qualche pizzico di invidia nei confronti di un ragazzo brillante che con ‘du’ parole e un’idea abbia svoltato davvero’, magari altri, abituati a fare o scrivere cose di altro genere, rosicano un po'”. Ma c’è anche un’altra ipotesi da parte di Mazzocchi: “Non escludo che, tutte queste polemiche possano anche essere una trovata commerciale da parte di Netflix. Che ne sai?”. Ed in effetti tutto può essere.

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