Gli Stati Uniti bloccano Squid Game: la motivazione farà discutere

Dopo le polemiche nate in Italia su Squid Game, la popolare serie coreana giudicata un po’ troppo violenta, arriva un altro clamoroso stop dagli USA

Squid Games costumi
I costumi della serie Netflix non potranno essere utilizzati nelle scuole Usa ad Halloween

Squid Game continua ad imperversare. La serie Netflix è la più vista di sempre, con oltre 111 milioni di spettatori nei primi 28 giorni di programmazione. Il successo mediatico ha scatenato però anche diverse polemiche, legate alla violenza delle immagini. Critiche che hanno portato ad un clamoroso stop negli Usa. In vista di Halloween alcune scuole elementari dello stato di New York, hanno deciso di vietare ai propri studenti di indossare costumi ispirati alla serie tv. In una mail inviata ai genitori degli alunni, le scuole hanno parlato di “eccessiva violenza“. Tre istituti del distretto del Fayetteville-Manlius hanno quindi bloccato feste in stile Squid Games.

Squid Games, stop ai costumi: ecco perchè

Squid Games
Una scena della serie tv Squid Games

Il successo della serie televisiva aveva già portato ad una grande richiesta di costumi, ripetendo ciò che era accaduto negli anni scorsi con la Casa di Carta, altra serie tv lanciata da Netflix e oggetto di feste a tema. Il divieto imposto dalle scuole Usa ha però bloccato tutto. Niente vestiti rossi e maschere nere. “A causa delle preoccupazioni sulla potenziale natura violenta del gioco, è inappropriato che i bambini si mascherino in quel modo – hanno scritto nella lettera inviata ai genitori, i presidi della Mott Road Elementary Schoolun costume di Halloween ispirato a questa serie non soddisfa le nostre linee guida”.

Negli Stati Uniti si discute da tempo sulla necessità di vietare le immagini più dure della serie tv, soprattutto ai minori. Dalle associazioni dei genitori è arrivata la richiesta di un’attenzione maggiore. “La serie è destinata ad un pubblico adulto e non ai ragazzi – specifica il dottor Craig Tice, intervistato dal New York Post – ci sono dei messaggi violenti che rischiano di derivare in comportamenti non consoni”.