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Cronaca

“C’era una talpa nel Tribunale”: così il gruppo tentava di condizionare i giudici con la promessa di futuri incarichi per salvare il Ponte

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Francesco Ferrigno

Quel collegio del Tribunale contabile doveva decidere sul “destino” del Ponte. I suoi componenti erano perciò importantissimi per gli indagati, che avevano tutto l’interesse di portare avanti l’opera.

Talmente importanti da averli avvicinati con l’obiettivo di corromperli e di condizionare le loro scelte nel dossier sul Ponte dello Stretto di Messina. Il tentativo, insomma, sarebbe stato quello di pilotare il maxi progetto.

“C’era una talpa nel Tribunale”: così il gruppo tentava di condizionare i giudici con la promessa di futuri incarichi per salvare il Ponte (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

C’è tutto questo e molto altro nell’indagine della Procura della Repubblica di Roma che vede indagati per corruzione l’ex presidente aggiunto della Corte dei Conti Tommaso Miele, l’avvocato Francesco Saccomanno, componente del cda della società Stretto di Messina spa e dal 2021 al 2024 commissario della Lega in Calabria, e l’imprenditore Vincenzo Virgiglio, indicato come responsabile delle relazioni esterne dell’associazione Accademia Calabria.

Le accuse, al momento, sono a vario titolo di corruzione e rivelazione di segreto d’ufficio. Il fascicolo è coordinato dal pm aggiunto Giuseppe De Falco e riguarda presunti tentativi di condizionare l’esame di legittimità dei giudici contabili sull’approvazione del progetto definitivo dell’opera. I carabinieri del Ros hanno eseguito perquisizioni a Roma, nella provincia di Reggio Calabria e nel Frusinate, sequestrando dispositivi elettronici e documentazione ritenuta utile agli accertamenti.

Miele rappresentava una sorta di talpa nel Tribunale

Virgiglio e Saccomanno avrebbero cercato di corrompere un giudice contabile promettendogli appoggi per futuri incarichi in Enti pubblici dopo il pensionamento, in cambio di una sua azione fattiva per favorire il via libera al progetto. Per gli investigatori, inoltre, i due avrebbero avvicinato altri magistrati considerati vicini agli interessi del gruppo e avrebbero diffuso notizie riservate acquisite dal magistrato contabile.

Miele rappresentava una sorta di talpa nel Tribunale e forniva aggiornamenti costanti sull’andamento della procedura. Il collegio doveva occuparsi dei controlli di legittimità sull’iter di approvazione della delibera del Cipess, il Comitato interministeriale per la programmazione economica e lo sviluppo sostenibile relativo all’infrastruttura. Solo Miele avrebbe infatti offerto la propria disponibilità.

Miele rappresentava una sorta di talpa nel Tribunale (FACEBOOK FOTO) – Notizie.com

Dalle carte del procedimento emerge il rapporto di vicinanza tra Miele e Virgiglio. Sul fronte delle indagini tasselli ulteriori potrebbero arrivare dall’analisi del materiale sequestrato ieri dai carabinieri. L’obiettivo è ricostruire anche le comunicazioni intercorse nell’ottobre scorso, soprattutto nei giorni precedenti la decisione della Corte dei Conti del 29 ottobre, quella con cui “non è stata ammessa al visto e alla conseguente la delibera Cipess n. 41/2025 del Ponte”.

I difensori degli indagati annunciano, infine, ricorso al Riesame sul materiale sequestrato. L’avvocato Pier Paolo Dell’Anno, che assiste Miele, ha espresso la sua “massima fiducia nell’attività della magistratura” aggiungendo che “con il tempo si chiarirà la totale estraneità del mio assistito alle contestazioni“.

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Francesco Ferrigno