Morte del giornalista Andrea Purgatori: il gup di Roma ha rinviato a giudizio quattro medici che lo ebbero in cura.
Alla sbarra ci saranno il radiologo Gianfranco Gualdi, il suo assistente Claudio Di Biasi e la dottoressa Maria Chiara Colaiacomo, entrambi appartenenti alla sua equipe, e il cardiologo Guido Laudani. A tutti è contestato il reato di omicidio colposo. L’inizio del processo è fissato per il 12 gennaio 2027.
“Massima soddisfazione per il rinvio a giudizio di tutti gli imputati e delle cliniche private. – ha commentato Alessandro Gentiloni Silveri, legale dei familiari di Andrea Purgatori – Una decisione che conferma la convinzione che nella gestione sanitaria di Andrea Purgatori sono stati commessi a diversi livelli gravi errori“.
Bisogna ricordare che il giornalista di La7, pur affetto da un tumore, avrebbe avuto, secondo le accuse, una aspettativa di vita più lunga. Gli vennero diagnosticate, invece, metastasi cerebrali, a detta della Procura, che ha commissionato una consulenza, inesistenti. Nel frattempo venivano trascurate altre manifestazioni patologiche.
Tra queste un’endocardite che causò il decesso e che avrebbe potuto essere curata attraverso la somministrazione di un comune antibiotico. La denuncia dei figli di Andrea Purgatori era stata presentata all’indomani del decesso dagli avvocati Michele e Alessandro Gentiloni. Il giudice dell’udienza preliminare ha risposto anche alle diverse eccezioni di nullità che erano state presentate dalle difese.
Secondo il capo d’accusa i medici dovranno rispondere di imperizia, negligenza e imprudenza nelle cure del giornalista deceduto a causa di una endocardite infettiva. Per gli inquirenti un errore fatale fu quello commesso dai neuroradiologi che non riferirono correttamente l’esame della risonanza magnetica eseguita l’8 maggio 2023. Ovvero due mesi prima del decesso di Purgatori che da tempo conviveva con un tumore ai polmoni.
Nella perizia medico-legale eseguita sul corpo del giornalista si parla di una catastrofica sequela di errori ed omissioni. Fabio Lattanzi, difensore di uno dei medici, ha però segnalato una presunta anomalia nella lettura, da parte del giudice, di “un inconsueto provvedimento di più pagine in cui spiegava le ragioni della sua decisione”.
“Ho avuto la sensazione di essere stato ingannato e che la mia discussione, come quella degli altri colleghi, era stata del tutto inutile, poiché mi è venuto il dubbio che la decisione fosse stata presa e scritta prima del mio intervento. – ha concluso Lattanzi – Ritengo poco probabile che in poco più di un’ora si sia potuto scrivere un provvedimento articolato e dettagliato composto da parecchie pagine. Ho fatto presente al giudice che il provvedimento era abnorme e proporrò ricorso per Cassazione”.