“Niente scuola, dovete pregare”, in manette cinque donne

Ci troviamo in Trentino Alto Adige dove arriva una storia a dir poco clamorosa. Cinque donne sono finite in manette dopo che hanno costretto i loro figli a pregare invece che mandarli a scuola

Carabinieri indagano su morte titolare pescheria
Carabinieri (screenshot video YouTube)

Ci troviamo in Trentino Alto Adige, precisamente in Val Aurina, dove cinque donne sono state arrestate dai carabinieri della zona. Il motivo di tutto ciò? Avrebbero costretto i loro figli a trascorrere le proprie giornate pregando invece che mandarli a scuola. Sì, avete letto proprio bene.

Tutte le colpevoli finite in manette appartenevano ad una setta svizzera che viene chiamata “Neu Christen“, ovvero “Nuovi cristiani”. Non è finita qui perché le stesse donne sono state accusate anche di maltrattamenti e di angherie- Preghiere ed altri riti invece di andare a scuola come tutti i bambini. Nulla di tutto questo.

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A quanto pare tre di loro sono parenti strette: si tratta di una madre, figlia e zia. Tutte e tre vivono nella zona di Campo Tures. In questo momento si trovano nel carcere di Trento. Media locali fanno sapere che le stesse, nei prossimi giorni, verranno interrogate dal giudice. Le altre due donne finite in manette, invece, pare che siano una “sacerdotessa” e sua figlia.

Trentino Alto Adige, bambini costretti a pregare invece di andare a scuola

Carabinieri in azione
Carabinieri (screenshot video YouTube)

A far scattare le indagini da parte delle forze dell’ordine sarebbe stata una segnalazione (molto probabilmente anonima). In questo modo gli stessi carabinieri sono venuti a conoscenza che i bambini erano costretti a pregare anche di notte. Vessazioni nei confronti dei bambini (non fisiche ma psicologiche) dove gli stessi bambini erano sottoposti.

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Per i bambini non esisteva altro che la preghiera, sia il giorno che la notte. Adesso per loro si tratta della fine di un incubo. Come riportato in precedenza dovranno passare alcuni giorni per capire quale sarà la sanzione che il giudice infliggerà alle colpevoli.

Carabinieri in azione
Carabinieri in azione (Getty Images)