Russia, la Corte Suprema chiude la Ong Memorial International

La Corte Suprema ha sciolto l’organizzazione per i diritti umani più antica del Paese. L’Ong era accusata di ricevere denaro dall’Occidente e di essere un “pericolo pubblico”.

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Memorial International era la più antica organizzazione per i diritti umani in Russia. Verso l’inizio degli anni ’90, l’Ong fece capire a tutto l’Occidente l’orrore dei Gulag. Oltre a ciò, documentò la brutalità del regime sovietico. La Corte Suprema di Mosca ha però deciso che Memorial deve chiudere. Questo perché l’Ong rappresenta un “pericolo pubblico”, oltre a ricevere denaro dall’Occidente, a detta della Corte Suprema. Il fine dell’Ong sarebbe mettere in luce le malefatte dell’ex Urss, piuttosto che esaltare il suo “florido passato”. Gli appelli di Onu, Ue e della comunità internazionale non sono valsi a nulla. I diritti umani sono stati calpestati.

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Il premio Nobel per la Pace Andrei Sakharov aveva fondato Memorial International nel 1989. Questo al fine di recuperare la memoria di tutte le persone innocenti incarcerate, perseguitate o giustiziate dal regime sovietico. La decisione di chiudere l’Ong è arrivata al termine di un anno terribile per gli attivisti russi, nonché per le Ong. Questo poiché il 2021 è cominciato con il terribile caso di Aleksej Navalny. L’oppositore numero uno di Putin era stato infatti incarcerato dal Governo. L’anno corrente ha inoltre visto la libertà di stampa e delle organizzazioni indipendenti crollare a picco.

Vladimir Putin
Vladimir Putin © Getty Images

La giudice Alla Nazarova ha sciolto Memorial International in base alla legge sugli “agenti stranieri”. Ovvero, la legge che bolla le organizzazioni che ricevono dei finanziamenti internazionali come “avverse agli interessi russi”. Nazarova ha ritenuto l’Ong colpevole di non aver specificato sotto i propri post sui social il fatto che fossero “agenti stranieri”. Questo era quanto prevedeva il provvedimento. Nell’udienza, il pm ha anche accusato Memorial International di “creare un’immagine falsa dell’Urss“. Questo poiché veniva descritto, a detta del pm, come uno “stato terrorista”. Un’altra colpa di Memorial, sempre secondo il pm, stava nel “denigrare il ricordo della Seconda guerra mondiale”.

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L’avvocato di Memorial, Maria Eismont, ha però dichiarato: “Questa non è la fine”. L’Ong ha annunciato in un comunicato che farà ricorso, volendo trovare le “vie legali” al fine di continuare a operare. Molti membri della comunità internazionale hanno espresso il loro stato di preoccupazione nonché indignazione per la vicenda. La Germania ha parlato di “una misura incomprensibile”, che “toglie la voce alle vittime della repressione”. Amnesty International ha accusato la Russia di aver “violato i diritti delle milioni di vittime dei Gulag”. Jean-Yves Le Drian, Il ministro degli Esteri della Francia, ha definito la chiusura dell’Ong come “una terribile perdita per i russi”.