Morti sul lavoro, dati tragici nel 2021: complice la ripresa post-lockdown

Il 2021 sembra essere un nuovo annus horribilis per le vittime di incidenti sul lavoro, in forte incremento con la riapertura delle attività dopo il lockdown.

morti sul lavoro protesta
(Ansa)

L’Inail, l’Istituto di assicurazione contro gli infortuni sul lavoro, soltanto nei primi dieci mesi del 2021 ha già registrato oltre mille incidenti mortali, precisamente 1.017. Un numero drammatico conseguenziale a quanto vissuto con la pandemia e nello specifico con la chiusura di tutte le attività produttive non essenziali tra lo scorso anno e l’inizio di questo.

I numeri drammatici delle morti sul lavoro nel 2021

Se si confronta il tragico dato con i primi dieci mesi dell’anno precedente, il numero di incidenti mortali è cresciuto addirittura del 14,8 per cento in totale. Incidenti che si sono verificati soprattutto nel tragitto casa-lavoro e viceversa. Nei primi dieci dieci mesi del 2021 l’aumento complessivo dei casi mortali è del 20,6 per cento, ha spiegato l’Inail.

Una realtà che in molti paventavano, quella cioè che con la ripresa delle attività economiche dopo il blocco avuto con la crisi pandemia il numero di incidenti sul lavoro è tornato a crescere esponenzialmente. Lo stesso accadde nel 2010, con la risalita dell’economia in seguito alla crisi globale dei subprime avvenuta nel 2007-2008 che fece salire il numero di morti sul lavoro da 1.032 nel 2009 a 1.464 nel 2010, interrompendo un trend positivo negli otto anni precedenti.

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Numeri dietro cui ci sono intere famiglie devastate e che le cronache riescono a riportare solo in parte, ma che purtroppo continuano ogni giorno dell’anno, con una media di 3/4 vittime quotidiane. Alcuni di questi sono finiti al centro di tutti i notiziari, come ad esempio con la vicenda dell’operaia ventiduenne Luana D’Orazio, rimasta vittima degli ingranaggi di un macchinario manomesso dall’azienda stessa per aumentare il ritmo della produzione.

Le parole del Papa e l’esplosione sospetta di nuove imprese

Vicende drammatiche su cui persino Papa Francesco è entrato nel merito la notte della Vigilia di Natale, nella sua omelia durante la celebrazione serale in cui ha chiesto a gran voce di dare rimedio a questi drammi che avvengono sul posto di lavoro. I settori più colpiti da queste vicende sono quelli delle costruzioni o delle piccole e piccolissime imprese, insieme al mondo dell’agricoltura, dove i controlli sono più difficili e sparuti.

L’ex-ministro del Lavoro e padre del decreto del 2008 sulla sicurezza dei lavoratori, Cesare Damiano, ha commentato i numeri confermando che “la relazione tra ripresa economica e infortuni sul lavoro è evidente“.

Luana D'Orazio
Luana D’Orazio, vittima di un incidente sul lavoro nel 2021 (Ansa)

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Uno degli snodi problematici, è quanto ha affermato Damiano, potrebbe essere l’esplosione sospetta delle domanda di iscrizione alla Camera di commercio di nuove imprese edili, conseguente al bonus del 110 per cento sulle ristrutturazioni.

Undici mila nuove imprese edili sono state infatti registrate soltanto negli ultimi sei mesi, facendo segnare una crescita incontrollata dietro cui potrebbero celarsi aziende prive sia di manodopera che di materiali stessi, ha commentato Damiano. Che di conseguenza “fiutano l’affare senza curarsi della sicurezza”.