India: bloccati senza spiegazioni i fondi delle Missionarie di Madre Teresa

La decisione sconvolgente del governo indiano presa nel giorno di Natale contro le Missionarie della Carità, che si sono viste bloccare all’improvviso i propri conti bancari senza una vera e propria spiegazione. 

suore madre teresa
(Ansa)

Le religiose si sono viste negare la richiesta di rinnovo della licenza per ottenere fondi dall’estero, così i loro conti sono stati improvvisamente congelati. Un blocco che Mamata Banerjee, governatrice dello Stato del Bengala Occidentale di cui Calcutta, sede originaria della congregazione fondata da santa Madre Teresa, ha definito “scioccante”.

In seguito all’azione del governo, i ventiduemila dipendenti e ospiti dei centri gestiti dalle religiose sono stati lasciati da un momento all’altro senza né cibo né medicine.

Lo scioccante provvedimento che colpisce le missionarie

“Il rispetto della legge è fondamentale, ma l’impegno umanitario non deve essere compromesso“, ha commentato la signora Banerjee. L’aspetto più incomprensibile della vicenda è che il governo non ha nemmeno chiarito di quale legge si tratti.

Ogni giorno i cristiani in India vivono nella paura che da un momento all’altro estremisti indù possano attaccarli. In particolare le ultime settimane sono state inoltre segnate da numerosi attacchi contro simboli della fede cristiana, come accaduto la notte di Natale alla storica chiesa del Santo Redentore a Ambala, nello Stato di Haryana, dove la grande statua del Cristo è stata ridotta in frantumi in seguito a un attacco a sfondo cristianofobico.

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Così è arrivato l’ultimo atto di accuso contro una delle congregazioni cattoliche più importanti e in vista di tutto il Paese, il cui carisma nasce dall’operato di Madre Teresa di Calcutta, la santa dei poveri e degli emarginati che operò in India come missionaria e premio Nobel per la pace nel 1979.

Le cause del blocco dei fondi sono ancora sconosciute

Le cause del blocco secondo alcuni potrebbero rinvenirsi nell’inchiesta che ha visto condannare una suora e una operatrice sociale dopo l’accusa di avere adottato illegamente nel 2018 bambini ospitati dalle Missionarie della Carità a Vadodara, nello stato dello Jharkhand. Oppure nell’incriminazione dello scorso 14 dicembre di una casa-famiglia di Ahmedabad, nello stato del Gujarat, accusate di iniziative di conversione forzata delle giovani residenti. Un’accusa piuttosto ricorrente da parte dei gruppi indù più intransigente, ma duramente smentita dalle suore di Madre Teresa.

Tuttavia, già altre volte nel Paese associazioni di volontariato si sono viste revocare la licenza necessaria per ottenere fondi stranieri. Il primo ministro Narendra Modi nel 2015 applicò questo provvedimento a centinaia di Ong, con l’accusa che queste non avrebbero presentato i loro bilanci. L’anno scorso la stessa fine era toccata ad Amnesty International, che si è vista obbligata a sospendere le sue attività nel Paese dopo il congelamento dei propri conti.

Da parte sua, il governo indiano ha difeso il provvedimento contro le Missionarie della Carità con una dichiarazione in cui il ministero dell’Interno conferma il rifiuto, spiegando che sarebbero stati notati “alcuni aspetti contrari”, senza specificare quali ma sottolineando che non è stato ancora presentato ricorso contro la decisione.

suore madre teresa
(Ansa)

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Da parte dell’organizzazione missionaria si è spiegato che subito dopo essere state portate a conoscenza della decisione del governo nei loro confronti, è partita la richiesta ai loro centri di operare senza utilizzare questi fondi, “come misura volta a garantire che non ci siano errori” e fino a che non si giungerà a risoluzione.

“Siamo state informate che la nostra richiesta di rinnovo della registrazione al FcrA non è stata approvata”, ha affermato in una nota la superiora generale delle Missionarie della Carità, Suor Prema, che ha specificato: “Abbiamo chiesto ai nostri centri di non operare alcun conto FC fino a che la questione non si sia risolta“.