Covid, Stecca: “Esperienza tremenda, no-vax occupano il letto”

L’ex pugile italiano, campione olimpico a Los Angeles nel 1984, non è più in pericolo di vita: “Il peggio è alle spalle, ma sono stato intubato e addormentato per quattro giorni”. Poi sui compagni di camera: “Quel posto poteva essere destinato ad altri”

Maurizio Stecca
Maurizio Stecca su Facebook ha confidato di stare meglio: “Vorrei liberare il mio letto per chi ha più bisogno di me” (Facebook)

Pollice all’insù, sorriso sincero nonostante sia ancora sul letto dell’ospedale: “Voglio tornare a casa e liberarlo per chi è in una situazione più grave della mia”. Maurizio Stecca posta una nuova foto su Facebook e rivela di aver vinto il suo “match più difficile”: quello contro il Covid. L’ex pugile, campione alle Olimpiadi di Los Angeles 1984, ha rassicurato sulle sue condizioni con un altro aggiornamento. Sempre sui social, un paio di settimane fa, aveva comunicato il suo stato di salute preoccupante.

LEGGI ANCHE QUESTOIl covid colpisce anche i Ferragnez

“Intubato e addormentato per quattro giorni”

Maurizio Stecca
Una foto postata da Maurizio Stecca durante la permanenza all’ospedale (Facebook)

“Il peggio è alle spalle, sono fuori pericolo, non ho più il Covid, sto lavorando per recuperare la respirazione. Non distinguo i sapori, però ho ripreso a mangiare e soprattutto ogni giorno mi viene abbassato l’ossigeno”, ha detto in un’intervista al Corriere del Veneto. “Non so quando potrò tornare a casa, se è necessario rimanere qui lo farò, però vorrei liberare il posto per chi ha più bisogno. È stata l’esperienza più brutta della mia vita, sono stato intubato e mi hanno addormentato per quattro giorni. Chi non vive sulla propria pelle certe cure non capisce cos’è il covid. Ringrazio tutti gli infermieri”.

LEGGI ANCHE QUESTO: Tennis, un altro top ten positivo al covid: due tornei a rischio

“Quattro no-vax occupano il posto letto ad altri”

Maurizio Stecca
Maurizio Stecca ha criticato i quattro no-vax in camera con lui: “Quel posto poteva essere usato da altri” (Facebook)

Ecco la riflessione fatta una volta scampato il rischio di morte: “Avevo fatto due dosi di vaccino, ero sempre sotto osservazione per una malattia del sangue. Bisogna sempre essere prudenti e capire una cosa, che le nostre scelte contano e non possono mettere in pericolo gli altri. In camera con me c’erano i 4 no-vax che stavano occupando il posto ad altri”. I prossimi piani: “Voglio portare la mia esperienza a bordo ring e nelle scuole. Spero di essere d’esempio, dobbiamo unire le nostre forze per aiutare gli ospedali. Ho già contattato la Federazione pugilistica italiana”.