Serie A, le pagelle del girone d’andata: l’Inter vola, male la Juve

Al giro di boa la squadra di Simone Inzaghi si è confermata la formazione da battere: a due velocità le stagioni di Milan e Napoli, mentre i bianconeri sono in difficoltà. E le romane…

Pagelle Serie A
L’allenatore dell’Inter, Simone Inzaghi, e il capitano, Samir Handanovic (Getty Images)

Mai come quest’anno il campionato di Serie A ha regalato così tante sorprese. A inizio stagione la lotta scudetto sembrava dovesse essere tra Milan e Napoli, alla lunga invece è emersa la superiorità tecnica dell’Inter campione d’Italia. Nonostante il cambio in panchina, e il passaggio da Conte a Inzaghi, i nerazzurri restano la squadra da battere.

L’Atalanta è sempre lì, anche se nelle ultime giornate ha perso terreno. Ma la vera delusione è rappresentata dalla Juve e dal ritorno di Allegri in panchina. Ancora in standby le rivoluzione di Mourinho e Sarri alla guida di Roma e Lazio, con la vera sorpresa rappresentata dalla Fiorentina di Italiano.

In fondo alla classifica l’incubo Salernitana, tra vicissitudini societarie e risultati sportivi a dir poco deludenti. Non va molto meglio al Cagliari e al Genoa. Mentre tra le neopromosse in Serie A merita un grande applauso l’Empoli di Andreazzoli. Da non sottovalutare anche il lavoro di Zanetti al Venezia a più sei sulla zona retrocessione.

Le pagelle della Serie A

INTER 8 – Partita con qualche incertezza, come normale che sia dopo il cambio di allenatore, ma nonostante gli addii illustri di Lukaku e Hakimi, questa squadra sembra addirittura più forte di quella dell’anno scorso. Cinque punti in più rispetto alla scorsa stagione con Conte in panchina, senza dimenticare il passaggio del turno in Champions che mancava da 10 anni.

MILAN 7 – Partenza sprint, proprio come lo scorso anno. Ma con il passare delle giornate, complici anche le fatiche di Champions, sono usciti i limiti di una rosa non ancora pronta al salto definitivo. Per Pioli c’è l’attenuante infortuni, tantissimi, e il merito di essere anche quest’anno la prima rivale per il titolo.

NAPOLI 6,5 – È stato un girone d’andata dai due volti per Spalletti. Dopo le prime undici giornate – tutte vinte – sembrava il Napoli la favorita per lo scudetto. Appena tre gol subiti. Da lì in avanti però le cose si sono messe male: quattro punti negli ultimi cinque turni e un girone d’andata che si è chiuso con la sconfitta al Maradona contro lo Spezia.

ATALANTA 6 – Se non fosse per il punto ottenuto nelle ultime due di Serie A, il voto sarebbe molto più alto. Ma la batosta contro la Roma e il deludente 0-0 con il Genoa hanno fortemente rallentato il cammino della squadra di Gasperini, che ha fatto comunque meglio di un anno fa (+2). Ormai l’Atalanta va considerata una big.

ROMA 5,5 – L’arrivo dello Special One nella Capitale aveva infiammato i tifosi giallorossi in estate. I risultati però non sono all’altezza delle aspettative. Troppi i passi falsi e facendo il paragone con la Roma di Fonseca allo stesso punto del campionato, i punti di ritardo sono addirittura cinque. E aver perso il derby non aiuta.

LAZIO 5,5 – Ancora un cantiere a cielo aperto per Sarri. Serve tempo, tanto tempo al tecnico della Lazio. Vuoi per il cambiamento radicale dal 3-5-2 al 4-3-3, vuoi per i limiti di alcuni giocatori e della rosa in generale. Servirà un aiuto anche in sede di mercato per completare una creatura che non ha ancora trovato la propria identità. Essere stata l’unica squadra ad aver battuto l’Inter nel girone d’andata è una gran bella soddisfazione.

JUVENTUS 5 – I tifosi bianconeri hanno accolto il ritorno di Allegri come un segno di salvezza. Eppure la peggior Juve del decennio, quella di Pirlo, al termine del girone d’andata aveva cinque punti in più della squadra di Max. L’addio di Cristiano Ronaldo ha influito eccome, checché se ne dica. Le uniche gioie sono arrivate dalla Champions, ma non bastano a salvare un campionato finora altamente al di sotto delle aspettative.

Menzioni speciali

Italiano e Vlahovic (Getty Images)

FIORENTINA 7,5 – La Viola è la vera sorpresa del campionato fino a questo momento. L’arrivo di Italiano ha stravolto una squadra che si sta aggrappando ai gol di Dusan Vlahovic, miglior calciatore del girone d’andata. Un vero fattore in tutte le partite. E c’è già chi lo paragona a Batistuta.

EMPOLI 7 – Pochi nomi, tante idee. Sorprende la posizione in classifica, non certo il gioco della squadra di Andreazzoli. Divertente, dominante anche contro le big. La sconfitta contro il Milan nell’ultima giornata ne è l’esempio. Nonostante il 4-2 finale, per il tecnico è stata una vittoria. Che sia una neopromossa non si vede affatto.

TORINO 7 – Bastava prendere un allenatore con gli attributi. La svolta granata è tutta in panchina. Discorso simile a quello della Fiorentina: più 11 in classifica rispetto al girone d’andata dello scorso anno.

BOLOGNA 6,5 – Dalla lotta retrocessione alla prima colonna della Serie A. Ha voltato pagina il Bologna di Mihajlovic: la squadra che prendeva gol in tutte le partite ha trovato il suo equilibrio. Merito anche di qualche talento fuori dal comune: leggere Svanberg per capirci.

VENEZIA 6,5 – Leggendo i nomi si fa fatica a pensare che sia una squadra di Serie A. Livello basso, ma i risultati sono arrivati. Non casuali, ma frutto delle idee e del gioco chiesto da Zanetti. Ne sanno qualcosa Roma e Juve, che in laguna hanno raccolto un punto in due.

Rimandati e bocciati

Tudor e Mazzarri (Getty Images)

VERONA 6= – Rispetto agli scorsi anni qualche passo indietro. Sei punti in meno rispetto alla passata stagione, ma non certo per colpa di Tudor. Il presidente Setti aveva scelto Di Francesco per iniziare il campionato, per sua fortuna c’ha messo poco a ricredersi. Se l’Hellas ha recuperato terreno molto lo deve al Cholito Simeone.

UDINESE 5,5 – In pochi hanno capito l’esonero di Gotti. La squadra non brillava, vero, ma non va dimenticato il percorso dell’allenatore sulla panchina bianconera. Senza di lui parleremmo di una squadra retrocessa da almeno un paio di stagioni. E comunque il campionato dell’Udinese è stato, è, e sarà tranquillo.

SPEZIA 5,5 – Dopo il miracolo dello scorso anno, si pensava che la squadra potesse crescere. E invece ha perso la sua arma in più, Vincenzo Italiano. La scelta di Thiago Motta è stato un azzardo, Giampaolo sembrerebbe prossimo a prenderne il posto. Se non fosse stato per quell’impresa a Napoli: vincere senza mai tirare in porta. Un altro miracolo.

SASSUOLO 5 – Ci sta mettendo un po’ più del dovuto Dionisi a emergere. Rispetto a De Zerbi è in ritardo di sei punti, tanti considerando il materiale umano a disposizione. La rosa del Sassuolo non è certo inferiore a quella del Bologna e dell’Empoli.

SAMPDORIA 5 – Dall’esonero certo ai cinque punti nelle ultime tre. Da quando il presidente Ferrero è stato arrestato a Milano, poco prima di prendere Stankovic, D’Aversa ha fatto cambiare marcia ai blucerchiati. La vittoria nel derby è stata la svolta.

GENOA 4,5 – Da Ballardini a Shevchenko. La storia non cambia. Questa rosa non è da Serie A in troppi interpreti. Si salvano i soliti noti, ma alla lunga il destino sembra inevitabile.

CAGLIARI 4 – Lo scorso anno andava male, quest’anno addirittura peggio. Le scelte di Giulini sono state tutte sbagliate. E pensare che con un organico così, il Cagliari non dovrebbe lottare per la salvezza. C’è qualcosa che non va, e non può essere solo colpa di Mazzarri…

SALERNITANA 4 – Quello della classifica sembra solo l’ultimo dei problemi. Non c’è una società che sia disposta ad acquistare il club, in balia degli eventi ormai da mesi. L’addio di Lotito è stato un colpo troppo forte. Neanche l’arrivo di un fenomeno come Ribery, tolto l’entusiasmo iniziale, è riuscito a mettere una pezza.