Messa di Natale: duro appello del Papa contro le morti sul lavoro

Le parole sferzanti del Pontefice risuonano con grande intensità durante l’omelia celebrata nella Basilica di San Pietro per la notte di Natale. Al centro, il drammatico tema delle morti sul lavoro e un appello. 

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Papa Francesco durante la celebrazione della Messa di Natale nella Basilica di San Pietro (Ansa)

Francesco ha fatto sua la sofferenza delle famiglie vittime di una strage silenziosa che in Italia continua a segnare anche le cronache più recenti, come nell’ultima vicenda dei tre operai deceduti a Torino. Si tratta però di un problema che prosegue giorno dopo giorno senza interruzioni, e a cui Bergoglio ha voluto offrire i riflettori della Messa della notte di Natale celebrata all’altare della confessione della Basilica di San Pietro.

Per questo l’appello si trasforma in un vero e proprio tuono contro tutti i responsabili di queste tragedie, che anche quest’anno in Italia ha segnato un drammatico bollettino di mille morti, una vera e propria “pandemia” legata alle responsabilità legate alla sicurezza sul lavoro e alle condizioni lavorative che molto spesso non offrono una realtà dignitosa.

Il duro appello del Pontefice contro le morti sul lavoro

Nel giorno della Vita ripetiamo: basta morti sul lavoro! E impegniamoci per questo“, è l’esclamazione senza appello di Francesco, mentre esortava tutti i presenti e coloro che hanno seguito il suo intervento in diretta televisiva a “tornare a Betlemme”. Vale a dire a ritornare, specialmente nella notte di Natale, all’essenziale, al fulcro della fede cristiana.

“Dio stanotte viene a colmare di dignità la durezza del lavoro”, ha detto il Papa, spiegando come tutto questo ricordi “quanto è importante dare dignità all’uomo con il lavoro, ma anche dare dignità al lavoro dell’uomo, perché l’uomo è signore e non schiavo del lavoro“. Francesco, durante la celebrazione che ha anticipato alle 19.30 come già fatto l’anno scorso a causa delle restrizioni dovute al contrasto della pandemia, ha utilizzato diverse immagini poetiche per commentare al meglio la ricorrenza del Natale.

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Papa Francesco durante la celebrazione della Messa di Natale nella Basilica di San Pietro (Ansa)

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Tra queste, una citazione della poetessa Emily Dickinson: “Chi non ha trovato il Cielo quaggiù lo mancherà lassù”. Un verso che ricorda il fatto, ancora più evidente nella notte di Natale, che “Dio non cavalca la grandezza, ma si cala nella piccolezza“, proprio come il Bambino che nasce in una mangiatoia, povero, umile e indifeso.

“Accogliere la piccolezza significa abbracciare Gesù nei piccoli di oggi, amarlo cioè negli ultimi, servirlo nei poveri: sono loro i più simili a Gesù, nato povero, ed è in loro che Lui vuole essere onorato”, ha ricordato il papa ai fedeli presenti nella Basilica vaticana. Sottolineando che è proprio questa “la sfida di Natale“, quella di accogliere Dio che si rivela all’umanità.

L’immagine che coglie nell’essenzialità del Natale

Dio si rivela, ma gli uomini non lo capiscono. Lui si fa piccolo agli occhi del mondo e noi continuiamo a ricercare la grandezza secondo il mondo, magari persino in nome suo”, afferma Francesco, invitando a guardare “oltre le luci e le decorazioni”, ma verso quel Bambino dove “nella sua piccolezza c’è tutto Dio”.

Colui che abbraccia l’universo ha bisogno di essere tenuto in braccio. La Parola eterna è infante, cioè incapace di parlare. Il Pane della vita deve essere nutrito. Il creatore del mondo è senza dimora. Oggi tutto si ribalta: Dio viene al mondo piccolo”, sono le sue parole. Che mostrano tutto il significato del Natale, ovvero “credere che Dio vuole venire nelle piccole cose della nostra vita”.

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“Guardiamo e capiamo che attorno a Gesù tutto si ricompone in unità: non ci sono solo gli ultimi, i pastori, ma anche i dotti e i ricchi, i magi. A Betlemme stanno insieme i poveri e i ricchi, chi adora come i magi e chi lavora come i pastori. Tutto si ricompone quando al centro c’è Gesù: non le nostre idee su Gesù, ma Lui, il Vivente”, ha continuato il Pontefice.

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La celebrazione della Messa di Natale nella Basilica di San Pietro (Ansa)

Invitando ancora una volta tutti a guardare a un aspetto che ritorna centrale nel suo Magistero e nella sua predicazione. Alla richiesta cioè di tornare alle origini della fede. “Torniamo a Betlemme, torniamo alle origini”, ha esortato: “all’essenzialità della fede, al primo amore, all’adorazione e alla carità”