ESCLUSIVA – Ciardi, Roma: “La qualità va ricercata sul mercato”

In esclusiva per notizie.com, lo speaker radiofonico Augusto Ciardi (Tele Radio Stereo) ha commentato il girone d’andata dell’AS Roma.

Tifosi AS Roma
Tifosi AS Roma ©Getty Images

È periodo di bilanci. Cosa crede sia mancato alla Roma nel girone d’andata?

È mancata la qualità per vincere partite scorbutiche come ad esempio quella di ieri. Certe partite intense, per esempio quella di sabato con l’Atalanta o di due mesi fa col Napoli vengono anche in automatico, spontaneamente. Questo perché hai davanti grandi squadre che, se ti impongono il ritmo, devi rispondere con il ritmo; quindi, è fisiologico che in certe partite le squadre diano di più. In partite in cui la Roma ha avuto spazio, ha saputo inserirsi bene grazie agli spunti dei singoli ma anche per l’impostazione che ha dato Mourinho. In partite come quella di ieri, serve la qualità perché trovi squadre che giustamente fanno le barricate e la Roma sbaglia troppi passaggi facili in fase di impostazione e di rifinitura.

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Quali sono stati i punti di forza della squadra di Mourinho finora?

Roger Ibanez
Roger Ibanez ©Getty Images

Ci sono alcuni giocatori che stanno assumendo le caratteristiche di Mourinho. Ibanez, per quanto non sia Beckenbauer o Vierchowod, è comunque un giocatore che è migliorato tanto. Specie rispetto all’anno scorso, dove era stato bravissimo Fonseca a lanciarlo. Ora gioca senza fronzoli, rischia di meno, è più essenziale. Smalling è il difensore più forte, però Mancini e Ibanez sono cresciuti dal punto di vista della mentalità. Il punto di forza della Roma è questo: per quanto non sia un campionato straordinario, i giocatori si stanno impegnando per fare quello che chiede l’allenatore. Basti pensare che Mkhitaryan, probabilmente il giocatore più deludente, si sta impegnando in un ruolo fondamentalmente non suo, più da centrocampista. Lo spirito che stanno mettendo i giocatori, al netto di difetti o strutturali o estemporanei, è il punto di forza di un girone di andata che non è entusiasmante.

Come ritiene si sia comportato l’allenatore alla sua prima esperienza nella Capitale?

Jose Mourinho
Jose Mourinho ©Getty Images

È in fase di studio. Sicuramente, non si è mai pentito, come è stato erroneamente evidenziato o commentato. Continuo a ritenere che sia la scelta migliore che potessero fare i Friedkin. Lui sta studiando. Chiaramente sbaglia, perché anche i più grandi commettono errori. Lo stesso Guardiola, che comunque non vince una Champions dal 2011, qualcosa l’ha sbagliato. Però sta studiando e si sta calando nella parte. A volte un po’ più faticosamente, ma per sua stessa ammissione. Come per la partita vinta con lo Spezia due settimane fa.

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Con la Roma non stai tranquillo neanche quando sei in vantaggio 1-0 o 2-0, e questo l’ha dimostrato anche ieri la partita contro la Sampdoria. Magari stai perdendo 1-0 o 2-0 e sei l’allenatore del Real Madrid e sai che quella partita la vincerai 5-1 o 5-2. Però si sta calando nella parte e lo sta facendo con entusiasmo. Non è da tutti.

Parliamo di giocatori. Un top e un flop della prima parte di campionato della Roma.

Henrick Mkhitaryan
Henrick Mkhitaryan ©Getty Images

Parto dal basso. Flop, ma non perché abbia fatto un girone di andata da 4 in pagella, ma perché mi aspettavo molto di più, è proprio Mkhitaryan. Considerando che la Roma qualitativamente non è eccelsa, Mkhitaryan, giocando a centrocampo, seppure lo stia facendo da poco, apparte due/tre partite in cui ha mostrato dei lampi, è quello che secondo me poteva dare di più. Non è un campionato da 4 il suo, però è largamente insufficiente. Riguardo il top… non ci sono dei picchi irraggiungibili. Ibanez sta assumendo maggiormente le caratteristiche del tipo di difensore che vuole Mourinho. C’è una costanza in Karsdorp che però parte dall’anno scorso. Sta crescendo Zaniolo, alti e bassi. Ma questa è la prima stagione dopo un anno e mezzo di buio. Manca da un mese, ma il migliore, fin quando è stato in campo, è indiscutibilmente Lorenzo Pellegrini.

Come può migliorare la squadra in vista del girone di ritorno?

Marco Delvecchio
Marco Delvecchio ©Getty Images

La qualità non la crei dal nulla. Quindi, la qualità che manca alla Roma, se possibile, va ricercata sul mercato. Il mercato di gennaio per me non è un mercato di riparazione o un mercato da sminuire, perché è un mercato di miglioramento. Se io ho un orologio rotto, non so che ore sono. Se lo riparo, l’orologio torna a funzionare quindi è un miglioramento. Non va per questo sottovalutato: non è solo il mercato delle disperate che devono salvarsi, ma il mercato che può farti fare il salto di qualità.

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La storia del calcio è piena di giocatori arrivati durante il mercato di riparazione, quando c’era a ottobre o a gennaio, come Desailly del Milan. La Roma, al mercato di riparazione, comprò quattro giocatori che poi sarebbero diventati campioni d’Italia. Nakata, Candela, Zago e Delvecchio. La Roma può migliorare. Con tutti i limiti della situazione finanziaria non florida, per la quale i Friedkin si stanno impegnando tutti i mesi, il mercato dovrebbe acquisire qualità. Poi, bisogna migliorare nel girone di ritorno sulla mentalità, sulla costanza. Quello è un lavoro affidato all’allenatore, che da quel punto di vista è uno specialista.