Variante Omicron, il pugno duro del Governo sul Capodanno in piazza

La variante Omicron spaventa e il Governo ha preso la sua decisione sul Capodanno in piazza. Previste anche delle misure per quanto riguarda discoteche e sale da ballo.

Mario Draghi
Mario Draghi ha deciso per il pugno duro sul Capodanno in piazza © Getty Images

Addio al Capodanno 2022 in piazza. La variante Omicron spaventa e il premier Draghi, dopo un consulto con gli altri ministri e gli esperti, ha deciso di vietare tutti gli eventi all’aperto a forte rischio assembramento fino al prossimo 31 gennaio.

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Una misura che costringe le città a cancellare gli appuntamenti organizzate per dare il benvenuto al nuovo anno. Resta da capire il destino dei due eventi che andranno in onda su Rai 1 e Canale 5. Questi potrebbero essere salvati con la presenza di un numero di spettatori ridotto e soprattutto con soli posti a sedere. E naturalmente nelle prossime ore si avranno maggiori informazioni sui due eventi.

Le regole per discoteche e sale da ballo

Discoteche
Le regole per poter entrare in discoteca dal 28 al 31 dicembre © Getty Images

Il decreto, come annunciato anche dal premier Draghi nella conferenza stampa di fine anno, prevede delle misure più rigide per discoteche e sale da ballo. Non ci sarà, rispetto a quanto ipotizzato in un primo momento, nessuna chiusura di queste strutture, ma sono state previste delle nuove regole per rendere i luoghi ancora più sicuri in un periodo considerato da tutti gli esperti a rischio per il difficile rispetto del distanziamento.

Dal 28 al 31 dicembre, infatti, non bastano le due dosi di vaccino per poter partecipare alle feste di fine anno organizzate nelle discoteche o sale da ballo. L’ingresso senza tampone, infatti, è previsto solo per le persone che hanno già fatto la somministrazione booster. Per tutti gli altri è obbligatorio presentare il risultato negativo del test anti-Covid.

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Non è da escludere una proroga di questa misura anche dopo il periodo festivo, ma su questo tema una decisione finale sarà presa in Consiglio dei ministri viste le posizioni differenti presenti all’interno della maggioranza.