Il Vaticano ribadisce la sua posizione sui vaccini

In un breve comunicato la Santa Sede ha riaffermato la propria posizione riguardante la campagna vaccinale, ma l’accento viene posto dal Vaticano è anche su un altro aspetto problematico di questo tempo di pandemia. 

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Piazza San Pietro (Ansa)

In giornata c’è infatti stata la pubblicazione da parte della Pontificia Accademia per la Vita e della Commissione Vaticana Covid-19 di due documenti sui disagi e le patologie provocate dalla pandemia in bambini e adolescenti. Un testo in cui si fa luce su una vera e propria emergenza, educativa ma anche sanitaria, che starebbe toccando i più piccoli dall’inizio del lockdown, ormai quasi due anni fa.

I testi concordano in maniera unitaria su quella che viene definita come una “pandemia parallela” che ha colpito i più indifesi, ovvero bambini e adolescenti, sotto molteplici aspetti. Innanzitutto, quelli legati alle propri abitudini e ai normali stili di vita, che sono stati chiamati a rivedere in maniera pressoché totale, specialmente nei mesi più duri.

I due documenti che pongono l’attenzione sui danni del Covid

Tutto questo, sottolinea il Vaticano, ha portato a conseguenze molto gravi, tra cui disagi e patologie estremamente diverse tra loro, per età e condizioni sociali e ambientali, ma tutte allo stesso modo preoccupanti. Traumi, stress, lutti e persino abusi psicologici e sessuali che sono accaduti durante il lockdown sono poi l’emergenza estrema, di un contesto che vede anche l’emergere di regressioni scolastiche e problematiche relazionali.

Da qui, si passa a rimarcare l’attenzione dovuta al rapporto tra scuola e bambini. In particolare la Commissione Covid, istituita dal Papa dopo lo scoppio della pandemia, chiede di proteggere i bambini alla riapertura delle scuole, e nello specifico quei ragazzi e ragazze che “potrebbero non tornare più a scuola a causa delle sfide specifiche che devono affrontare”. L’invito agli istituti è a lavorare “per rispondere ai bisogni dei bambini colpiti dal trauma e per aiutare quelli che affrontano barriere all’accesso e alla partecipazione scolastica”.

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Un passo ulteriore viene fatto dal documento della Pav che punta il dito, nello specifico, sulla scelta di chiudere le scuole, presa più volte in questi due anni, e che l’Accademia guidata da Mons. Vincenzo Paglia ha criticato gravemente. Da qui, la richiesta è che la chiusura delle scuole “dovrà in futuro essere considerata solo l’ultima ratio da adottare in casi estremi e solo dopo aver sperimentato altre misure di controllo epidemico”.

Ad esempio, in seguito all’applicazione di altre misure di contrasto alla pandemia come una riorganizzazione dei locali, dei mezzi di trasporto o della vita scolastica in generale, come ad esempio negli orari delle lezioni. Una presa di posizione molto forte e radicale, destinata a fare discutere e che ha portato il Papa a diramare un comunicato in cui fare chiarezza della posizione della Santa Sede sul tema delle vaccinazioni.

La posizione ribadita dal Vaticano sui vaccini

É infatti passato un anno dalla divulgazione della nota da parte della Congregazione per la Dottrina della Fede sul tema dei vaccini, in cui si era soffermata anche sullo spinoso dettaglio dell’utilizzo di cellule prelevate da feti abortivi in fase di produzione, che il Vaticano ha giudicato moralmente lecito in termini di rapporto “costi/benefici”. In seguito il Papa aveva affermato che vaccinarsi è “un atto d’amore”, invitando a una campagna vaccinale rivolta in particolare anche all’accesso per chi vive nei paesi poveri.

In questa occasione il Papa ha quindi ribadito la sua posizione. “Il Santo Padre ha definito la vaccinazione un atto d’amore, poiché finalizzata alla protezione delle persone contro il Covid-19″, si legge nella nota. “Inoltre, ha recentemente ribadito l’esigenza che la comunità internazionale intensifichi maggiormente gli sforzi di cooperazione, affinché tutti abbiano accesso rapido ai vaccini, non per una questione di convenienza, ma di giustizia”.

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Il Papa in Aula Paolo VI (Ansa)

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Lo stesso invito viene fatto negli altri due testi diffusi in giornata dagli organi vaticani. Ad esempio, in quello della Commissione Covid si riafferma l’importanza di un’equa distribuzione del vaccino, e quindi l’invito ad un’equa vaccinazione che coinvolga soprattutto i Paesi poveri, sostenuti da governo e parrocchie, con attenzione particolare anche ai bambini rimasti orfani o vittime di violenza.