Papa: nell’udienza prima di Natale il desiderio di “accompagnare gli atei”

Nell’ultima udienza del mercoledì prima delle festività natalizie, Papa Francesco ha esortato alla pace e a vivere un Natale come una via di incontro e di umiltà che conduce a Dio. Rivolgendosi però, in particolare, anche a coloro che sono distanti dall’universo cattolico. 

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Papa Francesco durante l’Udienza in Aula Paolo VI (Ansa)

Come ogni mercoledì, Bergoglio ha presenziato l’udienza generale in Aula Paolo VI, dove ha incontrato gruppi di pellegrini e fedeli provenienti dall’Italia e dal mondo, e in questa occasione la sua catechesi non può che essere centrata sul Natale ormai prossimo.

Il messaggio di Bergoglio a un mondo secolarizzato

Dopo avere ripercorso la vicenda evangelica, centrandosi su alcuni aspetti particolari, come sul fatto che “al Creatore dell’universo non fu concesso un posto per nascere”, che furono i “poveri d’Israele” a “vedere per primi il Figlio di Dio fattosi uomo“, o che i Magi rappresentano sia “i popoli pagani” che “i ricchi e i potenti”, ha puntato il focus sul messaggio dei Vangeli, che “è chiaro”.

Sul fatto cioè che “la nascita di Gesù è un evento universale che riguarda tutti gli uomini”, la cui porta d’accesso è quella dell’umiltà, la sola che “ci spalanca all’esperienza della verità, della gioia autentica, della conoscenza che conta”, e senza la quale “siamo tagliati fuori dalla comprensione di Dio e di noi stessi”, ha detto il Papa.

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Tutto questo porta alla considerazione che “ogni uomo, nel profondo del suo cuore, è chiamato a cercare Dio e, con la sua stessa grazia, può trovarlo”. Un messaggio rivolto a tutti e in particolare ad alcune categorie, in un contesto sociale ormai diviso anche sul Natale a causa di una secolarizzazione che, tanto nei costumi quanto nella partecipazione alle tradizioni, in molti Paesi dell’Occidente non sembra arrestarsi. La vicenda delle “linee guida inclusive” della Commissione Europea, a tal proposito, ne ha rappresentato infatti un esempio molto significativo.

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Papa Francesco durante l’Udienza in Aula Paolo VI (Ansa)

A chi si è rivolto nell’ultimo intervento prima di Natale

In primo fila, il Papa ha spiegato di volere mettere i poveri, che “dobbiamo amare, perché in certo modo sono sacramento di Cristo”, ha affermato Francesco riprendendo le parole di Paolo VI. Poi si è rivolto a “tutti coloro che non hanno un’inquietudine religiosa, che non si pongono il problema di Dio, o addirittura combattono la religione, tutti quelli che impropriamente sono denominati atei“, spiegando che li vorrebbe “accompagnare a Betlemme, come fece la stella con i Magi”.

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A loro Bergoglio ha voluto rilanciare il messaggio del Concilio Vaticano II, messo nero su bianco nel documento conclusivo “Gaudium et spes”. “La Chiesa crede che il riconoscimento di Dio non si oppone in alcun modo alla dignità dell’uomo, dato che questa dignità trova proprio in Dio il suo fondamento e la sua perfezione”, ricorda il Papa. “La Chiesa sa perfettamente che il suo messaggio è in armonia con le aspirazioni più segrete del cuore umano”.