Boris Johnson, rabbia e sgomento in Gb: “Ecco il nostro 15 maggio”

In Gb arriva una risposta durissima a Boris Johnson: “Ecco il nostro 15 maggio” raccoglie le testimonianze di un giorno durissimo. Mentre il premier festeggiava. 

Johnson boris gb
Boris Johnson è nella bufera (Getty Images)

Non si placa la furia in Gran Bretagna dopo gli scatti rubati a Boris Johnson. Quelle immagini in cui il premier festeggiava insieme alla moglie e ad altri membri dello staff in pieno lockdown, hanno fatto il giro del mondo. Dando vita ad un moto di indignazione in una nazione che è fra le più colpite al mondo dal Covid. Johnson ha giustificato tutto parlando di una riunione svolta consumando un pasto, ma mentre erano in vigore le misure da lui firmate (in ritardo e con un impatto pesante nei contagi), il resto dell’Inghilterra era chiuso in casa, lontano dai partenti. O peggio ancora in corsia a lottare contro la pandemia. 

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Quelle foto sono giunte nelle mani del Guardian, che le ha pubblicate. E da Downing Street, quel pranzo ha raggiunto tramite i social tutto il mondo. I cittadini, insieme a molti operatori sanitari, hanno quindi lanciato una campagna sul web. Il nome è “maggio2020”, ed è diventato un contenitore di testimonianze. Anche pesanti e durissime. E in contrapposizione a quanto faceva in quel giorno il premier.

Boris Johnson, duri attacchi: “Quel giorno perdevamo vite umane”

Boris Johnson lancia l'allarme
Boris Johnson, attacchi pesantissimi dai cittadini (Getty Images)

“Il mio maggio2020 segnò il lutto per la perdita di mio padre e per lunghi tratti non ho mai potuto vedere mia madre, morta anche lei. Io e i miei figli siamo stati derubati della nostra ultima volta con i miei genitori. Mentre voi facevate festa”. Questo è uno dei messaggi più toccanti raccolti nell’hashtag may2020, che da Facebook a Twitter è diventato una sorta di contenitore di testimonianze. “Maggio2020, mio suocero morto da solo in una casa di cura perché nessuno di noi poteva vederlo”. Poi un messaggio devastante. C’è una foto di un medico. Una delle tante donne impegnate nella pandemia. É sorridente, con la tuta e tutti gli strumenti per evitare di essere contagiata.

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Poi il messaggio della figlia.Questa era mia madre, era esausta, non l’ho più vista. L’abbiamo persa in quel maggio, ed ho dovuto anche scegliere le 30 persone per il suo funerale”. E ancora i volti di quel mese di maggio in cui i medici e le persone normali erano impegnati in prima linea. E intanto perdevano parenti, amici, vivendo anche in prima persona i riflessi della pandemia. Una bufera che Johnson rischia di pagare a caro prezzo, e che intanto ha ridotto notevolmente la sua popolarità, già ai minimi termini.