Tamponi allo stadio, dietrofront del Governo: l’alternativa però è allarmante

Il Governo lavora per la cabina di regia prevista il 23 dicembre: retromarcia sui tamponi per accedere allo stadio. Le misure al vaglio però sono drastiche. 

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Tamponi allo stadio, il Governo ci ripensa (Getty Images)

C’è una nuova data da cerchiare in rosso sul calendario della pandemia. Si tratta del 23 dicembre, giorno in cui è convocata la cabina di regia guidata dal premier Mario Draghi. É il giorno in cui saranno decise nuove regole più stringenti, che riguarderanno tutte le attività a rischio di assembramenti, e inevitabilmente avranno un impatto anche sul mondo dello sport. Le prime indicazioni sulle norme per accedere allo stadio hanno scatenato una vera e propria bufera.

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A vaglio c’era infatti l’idea di far accedere negli stadi solo spettatori con tampone risultato chiaramente negativo. Una limitazione abbastanza pesante, che avrebbe di sicuro spinto molti tifosi a rinunciare ai match dal vivo, con un impatto decisamente duro sia per le tasche degli spettatori che per i club. Il Corriere della Sera però parla di una ipotesi al momento accantonata dopo una serie di valutazioni, ma con altre misure che sarebbero da prendere in seria considerazione.

Stadi ok senza i tamponi: al vaglio altre misure più drastiche

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Stadio Olimpico di Roma (Getty Images)

Il premier Mario Draghi sarebbe a lavoro per evitare di chiudere le attività che si svolgono all’aperto. Resta però il problema di quelle che coinvolgono un gran numero di persone, e in tal senso gli stadi sembrano essere fra quelle più a rischio. Resta in piedi quindi lo spettro di limitazioni e regole più stringenti, con un occhio attento però a non affossare l’azienda calcio, in grave crisi come tanti altri settori dopo le prime ondate della pandemia.

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In contagi in netta crescita però alimentano i dubbi sugli assembramenti all’interno degli impianti e Repubblica rilancia una clamorosa ipotesi. In sostanza la volontà è di lasciare gli impianti aperti, con una nuova valutazione da fare nei primi giorni di gennaio. E non è da escludere la possibilità di una netta diminuzione nella capienza, oltre alla scelta di chiudere i match al pubblico come accaduto in passato e ora in altri campionati in Europa. Restano quindi molti i dubbi, che potrebbero però essere fugati già il 23 dicembre, o in alternativa in breve tempo. In base all’andamento della curva dei contagi che non lascia presagire però buone notizie per il mondo del calcio.