Lockdown, smart working: le scelte dei Governi per arginare i contagi

Mentre in Italia ci si interroga sulle iniziative da prendere in vista del Natale, nel resto del mondo i Governi studiano nuove limitazioni

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La Germania torna in Smart Working. (GettyImages)

In Italia si continua a discutere sul Green Pass e le possibili nuove limitazioni. Le parole del Ministro della Salute Speranza, intervenuto ieri durante il programma Che Tempo che fa, non lasciano dubbi sulle preoccupazioni del Governo, che attende di leggere i dati delle prossime settimane. “Sono preoccupato dei contagi in vista del Natale – ha dichiarato Speranza. – Il coprifuoco è possibile, perchè il sistema a colori resta operativo e per le regioni a fascia rossa restano limitazioni”.

Eppure, leggendo i dati, la situazione in Italia sembra decisamente meno preoccupante rispetto a quella che si sta vivendo nelle altre nazioni europee, dove i contagi sono in drastico aumento. Come si stanno comportando gli altri Governi? Che tipo di limitazioni stanno studiando? Chi si sta muovendo in anticipo e chi invece sta assumendo posizioni più morbide? Proviamo a capirlo insieme.

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La Germania torna in smart working

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La Germania pronta a tornare allo Smart working

La Germania, falcidiata da un numero molto elevato di infezioni e decessi, si sta preparando a nuove limitazioni. La quarta ondata (sviluppatasi a metà ottobre) sta mettendo in difficoltà il Paese, dove il tasso di vaccinazione è relativamente basso: circa il 67%. La prima mossa è ripristinare lo smart working, iniziativa che era stata sospesa a inizio luglio, ma che vista la nuova ondata dell’epidemia, verrà utilizzata nuovamente. E’ quanto emerge da un progetto di legge in cui si invitano i datori di lavoro a consentire il lavoro a domicilio, in assenza di un “motivo economico convincente” per recarsi in ufficio. In tal caso è necessario un certificato di vaccinazione o guarigione o un test negativo

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Ancor più preoccupante la situazione in Austria, che da oggi impone il lockdown ai non vaccinati o per chi non abbia contratto di recente il Covid. “La situazione è grave. Non stiamo prendendo questa misura a cuor leggero, ma purtroppo è necessario”, ha dichiarato il Cancelliere Alexander Schallenberg. Dopo gli Stati Uniti, anche Israele ha dato l’ok alla vaccinazione dei bambini dai 5 agli 11 anni, con dosi Pfizer. “La maggior parte degli esperti ha ritenuto che i benefici sarebbero stati maggiori dei rischi”, ha spiegato il Ministero della Salute.