L’Olanda chiude gli stadi per il Covid, la replica della Eredivisie

Botta e risposta tra Governo olandese e l’Eredivisie dopo la decisione di chiudere gli stadi per l’aumento dei contagi di Covid.

Stadio Olanda
Uno stadio olandese ©Getty Images

E’ guerra aperta tra Governo olandese e l’Eredivisie dopo l’annuncio da parte di Mark Rutte di chiudere gli stadi per la nuova recrudescenza della pandemia. La scelta applicata dall’esecutivo non sembra essere condivisa dai vertici del calcio.

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In un comunicato, riportato dal sito di Gianluca Di Marzio, l’Eredivisie ha sottolineato che “il governo continua a non guardare con attenzione le fonti di contagio […]. Negli impianti i tifosi si siedono all’aperte e come calcio abbiamo investito decine migliaia di euro per consentire alle partite di disputarsi in sicurezza. Centinaia di sfide sono state disputate con la presenza dei tifosi dopo il primo blocco e non ci sono stati casi […]. Il problema è che la politica del governo non guarda alle vere fonti di contagio e il calcio è ancora vittima […]“.

L’Olanda ritorna in lockdown parziale

Mark Rutte Olanda
Mark Rutte, premier olandese ©Getty Images

La chiusura degli stadi fa parte della nuova strategia del Governo per cercare di rallentare la risalita dei contagi. Il premier Mark Rutte in conferenza stampa ha annunciato misure molto dure che hanno come obiettivo quello di salvare il Natale.

Il calcio è sicuramente il settore più colpito visto che per i prossimi 21 giorni le partite si dovranno disputare senza il pubblico. Ma questa non è l’unica misura messa in campo dal Governo per contrastare l’epidemia.

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Da sabato 13 novembre, infatti, i supermercati, i bar e i ristoranti dovranno chiudere alle 20 mentre per tutti gli altri servizi non essenziali l’orario di fine lavoro è stato fissato per le 18.

Queste misure, come detto, dureranno per tre settimane e al termine di questo periodo il premier Rutte avrà un confronto con gli esperti e il resto della maggioranza per capire se prorogare il provvedimento oppure far ritornare il Paese alla normalità.