ESCLUSIVA Notizie.com – Cucchi: “Ho provato ad imitare Galeazzi, ma era impossibile”

La voce della radio ricorda un volto straordinario della tv. Cucchi e Galeazzi condividevano tante cose: l’amore per il calcio, il giornalismo, la Lazio e il canottaggio

Cucchi, Galeazzi
Riccardo Cucchi ricorda in esclusiva a notizie.com Giampiero Galeazzi

Se Giampiero Galeazzi è stata la voce del canottaggio per la televisione, Riccardo Cucchi ha raccontato le imprese dei fratelli Abbagnale per la radio. Due stili completamente diversi, due modi di raccontare lo sport che hanno appassionato gli italiani. Riccardo Cucchi condivideva molte passioni con il “bisteccone” nazionale. L’amore per il giornalismo, la passione per il calcio (entrambi erano tifosi della Lazio) e per il canottaggio. Oggi, l’ex prima voce di Radio Uno, ricorda con commozione il collega e amico scomparso. “Un ricordo non basta. Ce ne sono tanti, tantissimi. E’ un momento difficile per chi ha vissuto con lui tanti momenti lavorativi ed affettivi. Devo molto a Giampiero – ricorda in esclusiva a Notizie.com – In occasione della prima Olimpiade della mia vita, a Los Angeles nel 1984 viaggiammo insieme nell’aereo che da Roma ci portò negli Stati Uniti e quella sua presenza fu protettiva. Lui capiva perfettamente come fossi angosciato, come giovane cronista alla prima Olimpiade e cercò di rassicurarmi, con i modi che solo lui sapeva fare”.

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Galeazzi e Cucchi, le voci del canottaggio. “A Los Angeles fui mandato come inviato dalla radio per il canottaggio. Quindi io e Giampiero condividemmo il viaggio, le emozioni, le postazioni e le cronache. Io sapevo che sarebbe stato impossibile il confronto con le sue straordinarie abilità nel commentare questo sport. Alla radio avrei dovuto fare del mio meglio per raccontarlo, pur sapendo che non sarei mai riuscito a raggiungere le sue vette. A trasmettere ciò che a lui veniva naturale. Mi elargì tanti consigli. Grazie a lui ho avuto modo di conoscere tutti gli azzurri e soprattutto i fratelli Abbagnale. Il mio ingresso graduale e in punta di piedi nel mondo del canottaggio fu aiutato dalla sua amicizia”.

Giampiero Galeazzi morto
Giampiero Galeazzi (screenshot video YouTube)

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Cucchi ricorda le tante esperienze di Galeazzi. E il suo modo unico di raccontare lo sport. “E’ stato un innovatore straordinario, geniale. Ha fatto cose che in quegli anni erano innovative ed oggi sono la normalità. Fu lui ad inventare le interviste ai calciatori in mezzo al campo alla fine delle partite. E lo faceva senza pannelli pubblicitari. Oggi i calciatori sono obbligati dai contratti a fermarsi, in quegli anni lo facevano perchè c’era lui, con la sua simpatia, il suo istinto, la sua genialità. Diventava amico dei calciatori e degli sportivi”. Lui, che lo sport o ha praticato e a grandi livelli. “Forse non tutti sanno che Giampiero Galeazzi ha indossato la maglia azzurra del canottaggio e quindi meglio di altri sapeva tutti i segreti di questo sport. Ma era capace di entrare nelle case della gente con la sua umanità, con la sua simpatia. Ed è per questo che tutti gli volevano bene. Sportivi, calciatori e la gente comune”. 

Riccardo Cucchi chiude con un suo ricordo personale, legato ad un giorno indimenticabile. “Io e lui avevamo tante cose in comune. L’amore per il giornalismo, per il calcio, il canottaggio e per la Lazio. E abbiamo vissuto contemporaneamente quel magnifico 14 maggio del 2000, quando i biancocelesti si laurearono Campioni d’Italia. E pensate che nessuno di noi due era all’Olimpico. Lui raccontava il Tennis al Foro Italico, io ero a Perugia. Lasciò la postazione e realizzò il un servizio memorabile per la Domenica sportiva. Fece ascoltare la mia voce dalla radio, i commenti finali di Perugia-Juventus e poi raccolse l’emozione del pubblico. Fu un momento unico e l’abbiamo condiviso insieme”.