Torna a casa dall’ospedale: quello che trova a casa è impensabile

Un uomo di 86 anni ha trovato una sgradita sorpresa una volta rientrato nella sua abitazione. E da quel momento in poi è iniziato un vero e proprio incubo

Polizia
La polizia ha sgomberato la casa occupata a Ennio Di Lalla

Andare all’ospedale per un controllo, tornare a casa e trovarla occupata da altri (con tanto di serratura cambiata) e non riuscire a rientrare nella propria abitazione. Non si tratta nè di un incubo, nè della trama di un film, ma è ciò che è successo ad un cittadino romano di 86 anni, che sta lottando con tutte le sue forze per tornare alla normalità. Ennio Di Lalla sta vivendo un incubo da oltre tre settimane: da quando si è recato in un ospedale romano per una serie di controlli e, tornando nell’abitazione in cui viveva da oltre sessant’anni, l’ha trovata occupata da altri. “Devo stare attento, non mi devo emozionare: ho un’insufficienza renale, sto conciato un po’ male. Vivevo in quella casa dal 1962, sono quasi 60 anni”, aveva dichiarato ai microfoni di Mattino 5 tre settimane fa, quando l’incubo era appena iniziato.

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L’incubo continua: Di Lalla non può rientrare a casa sua

Oggi, a distanza di diversi giorni, la situazione non è cambiata. Di Lalla non è ancora riuscito a rientrare a casa sua. Nonostante sia stato eseguito lo sfratto e la donna che aveva abusivamente occupato l’immobile, sia stata allontanata. L’anziano romano, che abita a Don Bosco, credeva di aver risolto i suoi problemi quando, venerdì scorso, era riuscito a rimettere piede a casa sua. Ma sarà costretto ancora ad attendere. La burocrazia è lenta, implacabile e non ha avuto occhi di riguardo verso l’anziano, che dovrà attendere un ulteriore sblocco giudiziario: il magistrato che aveva chiesto lo sgombero e il sequestro dell’appartamento dovrà autorizzarlo. E nel weekend non è arrivata nessuna comunicazione in merito.

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Di Lalla resta in attesa di novità: nel frattempo cercherà (se gli verrà concesso) di risistemare casa sua e renderla vivibile. Quando venerdì, tornando nella sua abitazione, ha visto in che condizioni era, ha fatto fatica a riconoscerla. “Centinaia di sigarette spente sul tavolo. Pipì di cane sparsa dappertutto. La cera delle candele sciolta sul pavimento e sopra i mobili”. Il “regalo” dell’inquilina che ha occupato l’immobile. Di Lalla si augura che sia davvero l’ultimo.