Napoli, Spalletti a 360°: dall’elogio ad Osimhen ai fischi dell’Olimpico

Napoli, Luciano Spalletti ha rilasciato delle importanti dichiarazioni a ‘Casa Corriere’ direttamente dal Palazzo Reale della città partenopea. Ha parlato un po’ di tutto: dagli elogi e complimenti ad Osimhen fino ad arrivare ai fischi dell’Olimpico di qualche giorno fa

Scherzo telefonico a Luciano Spalletti
Luciano Spalletti (screenshot video YouTube)

E’ un Luciano Spalletti a 360° quello che ha parlato del suo Napoli e non solo. Con gli azzurri si trova, attualmente, al comando di tutte le competizioni in cui la sua squadra è chiamata in causa: Serie A ed Europa League. Sta dimostrando una grande forza in ogni match, merito soprattutto del suo ottimo lavoro fino ad ora. Il mister di Certaldo ha voluto rilasciare alcune dichiarazioni parlando un po’ in generale quello che interessa il suo Napoli ed anche alcune cose esterne dall’ambiente partenopeo.

Primi in classifica: “Siamo i primi a volerci rimanere. Stiamo bene, ma è normale che non possiamo garantire il risultato. Vogliamo dare continuità. I ragazzi possono ancora migliorare perché hanno le basi per farlo. So che possiamo fare di più. Koulibaly? Mancherà, ma ho una rosa all’altezza e lo potranno sostituire degnamente“.

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Osimhen?: “Mi ricorda Weah. Ovviamente meno tecnico, ma ha una forza straordinaria. Mi ricorda anche Van Basten, ma lui è più tecnico. E’ ancora giovane e può arrivare a quei livelli lì“.

Scudetto?: “Indossiamo una maglia importante. Il nostro compito è quello di fare bene ad ogni partita. Proveremo a vincere quante più partite possibili, poi alla fine tireremo le somme“.

Napoli, Spalletti torna sui fischi dell’Olimpico

Pochi giorni fa c’è stato il suo ritorno alprimolo stadio ‘Olimpico‘ di Roma dove per anni ha allenato i giallorossi. I tifosi, però, non gli hanno perdonato la sua gestione con Totti. Riempito di fischi dal primo all’ultimo minuto ha voluto rispondere così: “Ho la coscienza a posto. Chi paga il biglietto ha il diritto di fare quello che vuole.

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Di certo non porterei mai mio figlio allo stadio ad insultare un adulto. Ci si rimane un po’ male. Quando vedi queste scene l’unica cosa che ti viene in mente è che è uno spettacolo deprimente per tutti“.