“No Green Pass” Novara, l’ospedale sospende la creatrice del corteo

“No Green Pass” Novara, ha fatto molto discutere la provocazione dell’ideatrice della manifestazione contro l’obbligo vaccinale. Nel frattempo l’ospedale in cui lavora ha preso una decisione momentanea nei suoi confronti

Novara, sospesa ideatrice corteo 'No Green Pass'
Novara, manifestazione dei “No Green Pass” (screenshot video YouTube)

Ha fatto molto discutere ciò che ha fatto Giusy Pace lo scorso sabato. Per chi non la conoscesse si tratta di una delle organizzatrici della sfilata dei “No Green Pass” che si è tenuto nella città di Novara e che ha fatto molto parlare. Non per quello che le persone chiedevano (anche perché proteste del genere si sono già verificate in altre città), ma per il loro “look”. Di cosa stiamo parlando? Alcuni di loro si sono vestiti come deportati nei lager (i cosiddetti campi di concentramento ai tempi della seconda guerra mondiale). Più che altro la Pace, come lavoro, fa parte del personale infermieristico dell’Aou (Azienda Ospedaliera Universitaria) della stessa cittadina. Risultato? E’ stata ufficialmente sospesa.

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A parlare è stato il direttore generale Gianfranco Zulian che ha ribadito quello che tutti pensavano: la donna è assolutamente contraria all’obbligo vaccinale per tutti coloro che lavorano in ospedale. Un episodio che ha lasciato il dg deluso anche perché, come ha rivelato stesso lui: “paragonare il Green Pass con la Shoah è vergognoso“. Non è finita qui visto che la stessa azienda sta pensando di denunciare la donna per “danno di immagine“.

“No Green Pass” Novara, la Procura apre fascicolo

Non è il primo episodio che si verifica nella città piemontese, visto che in passato se ne sono registrati anche altri. Per quanto riguarda il personale sanitario che non vuole sottoporsi al vaccino per il Covidsa benissimo che sta commettendo un illecito. Non solamente lei, ma anche un’altra trentina di dipendenti che lavorano da noi“.

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Nel frattempo le manifestazioni in città non cessano a finire: pare che sabato 6 novembre se ne verificherà sempre un’altra, anche se non è ancora arrivata l’ufficialità di ciò. L’ultima parola spetterà alla Questura che sta ancora visionando le immagini di quello che è accaduto pochi giorni fa. La Procura ha deciso di aprire un fascicolo.