Processo Bataclan, l’attentatore senza vergogna: testimonianza inaspettata

Durante il primo giorno del processo sull’attentato al Bataclan del novembre 2015, Salah Adbeslam, il principale accusato, lascia tutti senza parole

Salah Abdeslam
Salah Abdeslam ripreso dalle telecamere pochi minuti prima dell’attentato al bataclan (Youtube)

“Una persona calma, gentile ed educata”. Così si è descritto Salah Abdeslam, il principale accusato dell’attentato al Bataclan di Parigi del 13 novembre 2015 e che portò alla morte di 130 persone. Intervenendo al maxi-processo parigino, l’uomo ha provato a descriversi come una persona normale, perfettamente radicata nel mondo occidentale, insieme al padre, conducente di tram, alla mamma casalinga e ai suoi tre fratelli . “Ho avuto un’infanzia molto semplice e felice. Ho fatto la scuola pubblica in Belgio, ero impregnato dai valori occidentali, vivevo come mi avete insegnato a vivere in Occidente”, ha dichiarato, presentandosi davanti alla corte completamente rasato, ma con una barba molto folta e un gilet grigio. Dichiarazioni che hanno sconvolto i parenti delle vittime e l’opinione pubblica.

Una fase delicata del processo

Ma perchè Adbeslam ha dichiarato ciò? Qual’era l’intento di creare un’immagine diversa da quella che abbiamo imparato a conoscere in questi anni? Strategia mediatica o processuale? Niente di tutto questo. Si tratta di una parte molto delicata del processo. E’ la stessa corte che in questa prima fase sta provando a tracciare un suo profilo, ma senza “sforare sul fondo” del dossier, questione che verrà evocata l’anno prossimo, nel 2022. Salah Adbeslam è l’unico superstite del commando di terroristi che ha dato vita all’attacco parigino, che ha avuto il suo culmine nell’eccedio al Bataclan.Ero un tipo gentile, calmo, servizievole”, ha continuato a ribadire regalando un’immagine completamente diversa da quella mostrata in questi anni, quando si è presentato più volte come un “combattente dello Stato islamico”, giustificando gli attacchi e criticando le sue condizioni di detenzione.