Migranti, è ancora emergenza: nuova imbarcazione in difficoltà

Non si fermano le partenze di migranti dalla Libia e dalla Tunisia. Una nuova imbarcazione è in difficoltà nel Mediterraneo.

Migranti in difficoltà
Una imbarcazione in difficoltà nel Mediterraneo (screenshot video YouTube)

Nonostante le condizioni meteo in netto peggioramento, le partenze dei migranti dalla Tunisia e dalla Libia non si fermano e la situazione nei centri di accoglienza italiani continua ad essere molto critica.

Il Mediterraneo in questo periodo continua ad essere vigilato dalle ONG, ma questo non mette fine ai pericoli. E’ notizia di qualche ora fa, infatti, le difficoltà registrare da una imbarcazione con una settantina di persone a bordo. A lanciare l’allarme, come sempre accade in questi casi, è stato Alarm Phone.

Sui canali social è stato precisato come “i profughi sono nel panico” e soprattutto hanno invitato le “autorità ad intervenire immediatamente per salvare queste persone“. Al momento, non si hanno altre notizie e, soprattutto non è chiaro se sono stati programmate operazione di salvataggio.

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Migranti, 500 persone in attesa di un porto sicuro

Migranti Mediterraneo
Imbarcazione con diversi migranti a bordo (screenshot video YouTube)

Una situazione, come detto, molto delicata per quanto riguarda i migranti. Secondo quanto riferito dai media locali, nel canale di Sicilia al momento ci sono quasi 500 profughi in attesa di un port sicuro dove poter sbarcare.

Si tratta di persone salvate nei giorni scorsi dalle ONG. Numeri che potrebbero aumentare nel giro di poche ore viste le diverse partenze che ci sono state dalla Tunisia e dalla Libia nell’ultimo periodo.

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La questione immigrazione continua ad essere un tema molto delicato anche a livello politico. Negli ultimi due Consigli Europei l’argomento è stato affrontato senza, però, arrivare ad un accordo. Sicuramente nelle prossime settimane si cercherà di trovare un’intesa per consentire ai centri di accoglienza italiani di svuotarsi. La situazione, infatti, è molto critica e le strutture, soprattutto quelle siciliane, rischiano nuovamente di trovarsi con un numero di ospiti superiore alla capienza.