Lazio contro le autorità francesi: comunicato durissimo

Il ministro degli interni vieta la trasferta di Marsiglia ai tifosi biancocelesti, con una motivazione che fa discutere. La Lazio risponde con un duro comunicato

I tifosi della Lazio non potranno seguire la squadra a Marsiglia

Lazio contro le autorità francesi. Il comune di Marsiglia e il Ministro degli interni Gerald Darmanin hanno vietato la trasferta ai tifosi della Lazio con un’ordinanza che fa discutere: “Viaggi individuali o di gruppo, con qualsiasi mezzo, per valichi autostradali, porti e aeroporti francesi, sono vietati ai tifosi della Lazio o chi si comporta come tale”. La scelta viene giustificata dal “comportamento violento di alcuni tifosi della Lazio in modo ricorrente intorno agli stadi e nei centri cittadini dei luoghi di ritrovo nonché la ripetuta interpretazione di canti e saluti fascisti”. Nel decreto si fa riferimento anche agli incidenti avvenuti tra i tifosi francesi del Marsiglia e i turchi del Galatasaray il 30 settembre scorso, in una sfida di Europa League. Due ultras marsigliesi e tre turchi erano stati arrestati. A seguito di questi scontri, la Uefa ha deciso di chiudere anche la tribuna nord del Velodrome contro la Lazio.

La risposta della Lazio: “Non accettiamo offese gratuite”

Claudio Lotito, presidente della Lazio – Notizie.com

La Lazio ha risposto per le rime:La decisione del Ministero dell’Interno francese di vietare in via precauzionale la trasferta nella città di Marsiglia ai tifosi della Lazio non sorprende ed è in linea con quanto già deciso dalle Autorità italiane nella partita d’andata.

A stupiresi legge in un comunicato apparso sul sito ufficiale della Laziosono piuttosto le modalità di applicazione dell’ordinanza su scala nazionale e le sue ingiustificabili motivazioni (di cui è stata data notizia anche sui tg nazionali): la Lazio non può accettare un’offesa gratuita a tutta la tifoseria biancoceleste ed alla Società stessa, che ha sempre combattuto con azioni concrete i comportamenti violenti ed ogni tipo di discriminazione, dentro e fuori gli stadi. La Società Sportiva Lazio ha sempre posto in essere iniziative tese a promuovere i principi valoriali dello sport ed il superamento di tutti gli steccati di carattere sociale, culturale, economico, etnico e religioso come è stato ampiamente riconosciuto anche ai massimi livelli istituzionali”.

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Nel suo comunicato la Lazio fa riferimento anche agli episodi avvenuti durante Marsiglia-Galatasaray.Abbiamo visto peraltro che la violenza negli stadi è un fenomeno purtroppo ancora diffuso e preoccupante, a partire da quanto è accaduto recentemente proprio al Velodrome di Marsiglia. Ci attendiamo quindi un chiarimento da parte delle istituzioni francesi ed una presa di posizione netta della nostra diplomazia verso espressioni di qualunquismo che dovrebbero indignare tutti gli italiani, a prescindere dall’essere tifosi o meno e dai colori delle proprie bandiere”.

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Giorgia Meloni: “Tifosi laziali discriminati”

A difesa dei tifosi biancocelesti scende in campo Giorgia Meloni, che chiede l’intervento del Governo italiano. “Fratelli d’Italia chiede al governo di attivarsi immediatamente per impedire l’immotivata discriminazione creata dal provvedimento del ministero dell’Interno francese che vieta l’ingresso in Francia a tutti i tifosi della Lazio o a chiunque si presenti come tale il 3 e 4 novembre. Ci troviamo di fronte a un pericoloso precedente: in occasione di una partita di calcio, in questo caso Marsiglia-Lazio, il governo di Parigi non si limita a vietare l’accesso allo stadio o alla città che ospita la partita ma arriva addirittura a negare l’accesso su suolo francese ‘dai posti di frontiera stradali, ferroviari, portuali e aeroportuali’ non solo a chi vorrebbe andare allo stadio ma a chiunque si dichiari sostenitore di una squadra“. E’ quanto lamenta la presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.Ci aspettiamo dal presidente del Consiglio Draghi e dal governo italiano una presa di posizione netta su un provvedimento che va contro tutte le leggi internazionali sulla libera circolazione delle persone“. aggiunge.